E proferiva questa parola con una dignitosa compiacenza, col tono solenne d'un medico che pronuncia il nome greco della malattia considerata, sicchè era una squisitezza il vederlo. Ma Ramengo a quel nome rizzò la testa, tese le orecchie, siccome il suo cavallo quando udisse schioccare la frusta, ed esclamò:—Alpinolo? che veniva da Milano? un tòcco di giovane ben complesso? sui diciott'anni, capelli neri, ricciuti, occhi di fuoco?

—Ma sì, ma sì, (interruppe il buon mugnajo a quella descrizione da passaporto). Forse che vi sono due torrazzi di Cremona o due Alpinoli a questo mondo? Signoria, sì, quel desso in petto e in persona.

—Oh come capitò da queste bande, che non ci verrebbe uno se non perduto? e lo dite amico vostro?» Ed ora dov'è? continuò Ramengo, mal celando l'ansietà messagli in animo da questa notizia.

L'altro, tutto pacato, se non che un'aria del più perdonabile orgoglio rideva sul suo volto, proseguiva:—Ebbene, ha da sapere vossignoria…. Oh, l'è una favola a dirla. Ma prima si accomodi. Ehi, Omobono, (così diceva a quel tale garzoncello, figliuol suo, ch'era giunto anch'esso, e che tanto volentieri avrebbe trovato sgombro il focolare e lesta la cena), accosta un trespolo, reca una bracciata di legna, poi va a dare un'occhiata al mulino se tutto è bene. Vossignoria si faccia presso al fuoco, che non abbia a pigliarsi una infreddatura. Oh, questa pioggia le ha passato la gabbanella: la dia qui alla mia donna da sciorinare.

—Sì, sì, ma continuate quel che v'ho chiesto.

—La sappia dunque che il signor Alpinolo…. tale quale mi vede, io son suo padre… cioè… egli deve a me la vita. Anzi sono più che suo padre, perchè suo padre è stato… che so io?… qualche crudelaccio che lo buttò via; che, quanto fu da lui, tentò di mandarlo a male e…

—Non dite così» gli dava sulla voce la Nena, sua moglie; giacchè il lettore può essersi accorto ch'erano quel Maso e quella Nena, da cui Ottorino Visconti avea portato via Alpinolo ancor fanciullo.—Non dite così; siete troppo facile a pensar sinistro.

—Eh!» rispondeva Maso, dimenando il capo e stringendo le labbra con un garbo fra di bonarietà e di importanza:—Tu non hai perduto mai di vista i pioppi di questa riva. Ma io del mondo n'ho veduto la parte mia, e ho sempre trovato che chi pensa male pensa bene. Fatto è che Alpinolo moriva se non ci fossi stato io.

—Ed io?» soggiungeva la donna.

—Sì; anche tu: ma la storia è lunga e vossignoria vorrà dormire, neh?