—Erano dunque vivi» interruppe Ramengo con viva impazienza.

E il pescatore:—Gnor sì, vivi, ma se non fu un miracolo questo, io per me non credo neppur a quelli del santo di Padova. Il bambolo, appena riavuto, si attaccò al seno della mia donna, e in poco tempo tornò vispo e bello.

—L'avesse veduto!» entrava in mezzo la Nena.—Un bambino che pareva pitturato: bianco, sodo, come di cera: certi occhietti da mangiarlo; dritto come un fuso: e solamente aveva manco l'indice della mano sinistra.

—E si vedeva (interrompevala Maso) che gli era stato tagliato via: che'l vi avesse qualche brutto male. Ma per seguitare, signoria…. o l'ho ristucco con queste chiaccole?

—No, no, seguitate; ma presto; come andò a finire?» diceva Ramengo: e se la stanza non fosse stata così buja, lo avrebbero veduto divenire a tratto a tratto smorto e divampante, e il suo labbro e le sopracciglia contrarsi e squassarsegli tutto il corpo in violenta convulsione. Maso intanto, con quel misto di bonarietà e di rustichezza che distingue i costumi campagnuoli ed insieme coi sentimenti generosi senza ostentazione, che meglio si trovano quanto più basso si discende nella scala sociale, proseguiva pacatamente:

—E sicchè… ma dove son restato? Ah si! ora mi raccapezzo. E sicchè il bambino a vedere e non vedere si rifece sano e in tono. Ma colla madre fu un altro cantare. Tornò sì in vita: quando aperse gli occhi si guardava intorno e chiamava… un certo nome…., un nome bisbetico…. Nena, lo ripeschi tu quel nome?

—Diceva, Ramengo, mio Ramengo dove sei?

—Chiamava Ramengo?» tonò lo sconosciuto.

—Sicuro!» seguitava il pescatore.—Proprio Ramengo; non m'è uscito mai di mente quel nome. La non sapeva dir altro: ed anche quando delirava non faceva che ripeter quello, e….

—E qual altro? chiese il fellone, spalancando gli occhi incontro alla nuova parola che aspettava.