—E diceva anche: Povero bambino, e molte altre volte, Caro, perchè non vieni? tanto aspettarti? ma avesti paura, eh? Egli è burbero, ma è buono» ed altre cose senza senso, perchè era fuori di sè. Già del guarirla non ne fu nulla. Quel che la mia Nena le fece intorno non si potrebbe mai dire.

—Oh bello!» ripigliava la donna con una compiacenza tutta ingenua.—Ho fatto il mio dovere. Non siamo nati per volerci bene, per farci del bene uno all'altro? Dico vero, signor forestiere? E poi, chi non avrebbe ajutato quella povera creatura! A vederla si capiva ch'era fresca di parto: bella che doveva essere stata un angelo: ma sfinita e tutta pesta, e guardava con due occhi da ammansare una tigre».

Ramengo si scostava dal fuoco, e sciorinandosi e soffiando passeggiava pel camerotto.

—Che, le fa caldo?» domandava Maso.—Pure badi che le fumano ancora gli abiti indosso.

—Sì, sì» gridò questi con un tono dispettoso: ma finite cotesta cantafavola, prima che vi venga un canchero nella lingua. Non so come diavolo c'entrino queste bubule con quanto io vi ho domandato.

—Come c'entrino? bubule?» ripigliò il molinaro, un pocolino meravigliato di quelli sbattimenti.—Ora lo sentirà. La donna dunque andò di male in peggio. Entro quella barca, sole, acqua, fame, lo sa lei sola ed il Signore quel che ha sofferto: e quando a riciso ce ne contava alcuna cosa, bisognava piangere come ragazzi. Pure anche un cieco avrebbe veduto che qualch'altra cosa le stava sul cuore, peggio che i patimenti del corpo, una passione, ma di quelle! Perchè, appena si trovava in sè, dava in pianti dirotti, e non c'era più via di farla parlare. Quando vide il suo fantino riavuto, si fece serena come un occhio di pesce, lo prese, lo baciò, il guardò fisa fisa: poi ricadde in delirio:—E l'ha voluto ammazzare?… e non lo vedrà più… e non conoscerai nemmeno tuo padre—e altre parole da vera delirante.

—Per venirne a una, costei è viva o morta?» saltò su Ramengo impazientito.

—E Maso:—Vede quelle foglie, là, entro quel bugigattolo, con sopra un po' di materassuccia? Sono il nostro letto, e quivi, potè ben farne la mia Nena, ma quella poverina dopo pochi giorni spirò.

—E quando spirò (seguitava la Nena asciugandosi gli occhi col grembiule) l'avesse vista! Mi stringeva le mani sode sode. Capivo ben io quel che voleva dire! Voleva dirmi: Tenete da conto il mio bambino e…

—E voi che n'avete fatto?