Era delle belle contadine che possono vedersi con un par d'occhi: sul fiore dei venti anni, una ricca capellatura nerissima raccolta in trecce contornava un viso gioviale e pienotto, dove le rose che costantemente vi dipingeva la sanità erano in quell'ora avvivate dal calore del mezzogiorno e dal camminare; come il contento di ritornare fra' suoi cresceva l'allegrezza d'un cuor pacifico e buono. In vestire lindo e semplice, poco diverso da quello che si usa tuttavia fra le Brianzuole, con corsetto e sottanello di filaticcio e grembiule di vergato, sul braccio ignudo recavasi un paniere dov'erano riposti i pochi arnesi che seco aveva portati alla filanda. La cortesia del fratello non era tanto incivilita da alleviarla di quel peso; non gli cascò tampoco in mente: ma in quella vece, camminandole innanzi per l'angusto sentiero, tutto affetto egli la veniva interrogando dietro via dei casi suoi e quei della famiglia e dei conoscenti, poi con aria d'ingenua intelligenza voltandosi a fare l'occhiolino, domandò: — E col giardiniere, di' su, come va?
Ella, divenendo ancor più incarnata, e con un sorriso di modesta bontà, non gli fece altra risposta, se non di interrogarlo: — E la mia vite?
— Oh la tua vite! se tu sapessi che pericolo ha corso! È salva per miracolo. Così Cipriano, il quale tolse di qui occasione di raccontarle la grande avventura della lepre, dello spavento, e in conseguenza del perchè le fosse venuto incontro. — Ma sta col cuor quieto (egli seguitava) che il rumore della caccia si sente là abbasso, molto lontano di qui.
Così discorrendola, i due buoni fratelli inciampicarono senza accorgersi fra i bravi, appostati alla macchia. Uno dei quali, come gli avvisò, — Ohe! ohe! (cominciò) guarda, camerata; vanno anche delle fiere domestiche per questo bosco.
— Che bella pollastra! gridò il secondo balzando in piedi.
— Ah, ah! questo villano non si può dire che sia di cattiva bocca, soggiungeva il Guercio, sgangherando la bocca ad un riso sguajato.
Cipriano in quel momento avrebbe veduto più volentieri il diavolo. Gittò un'occhiata all'intorno: non v'era anima da sperarne ajuto; talchè, visto che era il caso di bere o d'affogare, si voltò loro con una cera brava, gridando: — Però?... m'avete mai visto?... avete forse ad avere qualche cosa? ed altre parole, che uno dice più fiero, quando ha più paura.
Ma coloro non erano musi da ristarsi per parole, e cogli sfacciati modi dei bravacci, s'accostavano alla ragazza, la quale, diventata di mille colori e trasudando, s'avvinghiava al braccio del fratello gridando: — Ajutami, Cipriano; ajutami.
Questi, poichè vide a nulla giovar le parole, montandogli il sangue al capo, cacciò fuori tanto d'occhi, e soffiando come una gatta quando sente la canizza, cominciò a girare a mulinello il suo bastone, mentre coll'altra mano brancò il coltellaccio gridando: — Indietro, o malandrini, o vi mando tutti al Creatore.
— Oh, oh! costui fa di buono, ripigliò il Guercio: ma come è così, neppur noi non si farà da baja. E se gli volsero incontro. Lo stradello correva stretto e insaccato fra due cigli assiepati di vepri, talchè non riusciva difficile a Cipriano lo schermirsi da tutti e tre, mentre alla sorella diceva: — Fuggi, scappa. Essa però ben comprendeva che il discostarsi non sarebbe che peggio; onde si teneva poco dietro di lui, che arretrando si difendeva.