Era quella, disposta pel caso d'una disgrazia, affine di trucidare chi tentasse di liberare la rinchiusa? o col disegno di condurre là il figliuolo, e quando la madre corresse nelle braccia di lui, spalancare una voragine di fuoco di mezzo ai loro amplessi?
Chi può asserirlo? Molte, sottili, avviluppate sono le strade della perversità, più che l'uomo onesto non sappia indovinarle. Troppo però manifesto appariva il perchè tanto stesse a cuore a don Alfonso che il giovane aprisse egli medesimo, confidando così, almeno dopo morte, coronare la vendetta che aveva meditato per tutta la vita. L'ingordigia dell'oro aveva strascinato invece quel miserabile ad attirare sopra sè stesso il colpo che dall'innocenza sviava Colui, la cui mano, anche in questa vita, fa talvolta piegare a favore della giustizia la bilancia degli eventi, preponderante per l'ordinario a favore degli scellerati.
Il curato pensò a seppellire i due morti, coi riti che non rifiuta la Chiesa, la quale, confidata nella misericordia di un Dio che per un sospiro condona una vita intera di scelleraggine, rimuove l'insulto dall'uomo che sta dinanzi al giudice vero. Il fatto andò tra il popolo, rimpastato in cento guise diverse, tutte qual più qual meno lontane dal vero: ma dove gran parte aveva il diavolo, che, dicevano, non avendo potuto ghermire il padrone perchè morto in luogo sacro, erasi portato in carne ed ossa il ribaldo servitore. Che se ne domandavano il vero al sindaco, egli raccontava di buona voglia, ma quando si veniva a quello scoppio, sul quale le sue congetture non si potevano chiarire abbastanza, rispondeva come un professore: — Cosa volete mai sapere voi altri ignoranti?
Poichè non è a dire quanto il buon uomo andasse in gloria, sì per quella poca autorità che trovavasi avere ricuperato, sì perchè l'amor suo proprio era lusingato dal vedere come non fossero stati vani i suoi sospetti al tempo che avvenne l'aggressione della contessa madre, sospetti che lo avrebbero condotto alla scoperta del vero se non fosse stata quella bastonatura, di cui, ricordandosi, crollava ancora le spalle. — Già (diceva) a questo mondo chi pensa male pensa bene, e al figlio di mio padre non è così facile il mostrar bianco per nero. Basta! ha finito colui di rubarci, di farci battere ed ammazzare come fosse lui il re. Ora staremo da papi, e baronate di questa stampa non ne succederanno più, più. Così diceva colla sicurezza con cui la gente, al cadere d'un cattivo padrone, allo scapolare da un grosso fastidio, si promette mari e monti, e non s'accorge come l'unico bene che ne trarrà, sarà la breve gioja del tempo che corre fra il sorgere della speranza e il vederla delusa. Così il fantolino tripudia e si ringalluzza nel mentre che la balia sta allestendo le fasce da imprigionarlo di nuovo e più bene.
Ma perchè turbare con sinistri presagi una di quelle consolazioni che arrivavano sì di rado? Lasciamoli dunque fare, e come avessero toccato il cielo col dito, scialarsi, dar nelle campane, coi falò annunziare il fausto evento a tutto il vicinato. Al domani i signori vollero tornare a vedere il luogo di antichi pericoli e di recenti.
Cadeva il giorno sacro alla natività di Maria: un lietissimo sole, irradiando l'azzurra volta senza nubi e penetrando quasi furtivo tra le dense chiome dei castani, temperava nel bosco il più amabile rezzo, al mite soffio de' venticelli onde respira la stagione facendo passaggio dal polveroso agosto al mese della vendemmia, — bello da per tutto, più bello sul poggio della mia Brianza. Una folla di paesani trasse dietro alla lettiga ed ai cavalli da cui erano portati don Alessandro e le signore. V'accorsero molti che prima stavano riposti per isgomenti di quegli spauracchi; ragazze che non poteano salvarsi dai colui bracconi se non tenendosi rimpiattate, giovinotti bizzarri, che non sapendo chinarsi e mandar giù, erano dovuti rifuggirsi ne' paesi vicini: corsero quelli che jeri avevano mostrato coraggio: quei che s'eran schivati del pericolo corsero del pari ed anche meglio al trionfo. Non occorre dirvi che il sindaco, tutto raffusolato, si trovò là per conservare il buon ordine.
Come la comitiva passò dalla bettola, Cipriano, la Brigita, padre e madre furono incontro ai signori con un mondo d'inchini e un tripudio di ringraziamenti. — Buon dì, signorie! (esclamava Cipriano) entrino e s'accomodino. Non gli aspettavo che loro. La merenda che jeri aveva ordinata quell'altro è bell'e pronta, ed io la servirò oggi di miglior cuore a loro, e insieme un balsamo d'un vinettino che salta agli occhi, e che il simile non bevono nemmeno a casa loro... Cioè... volevo dire...
— Capisco, capisco, l'interruppe sorridendo don Alessandro. Ma la merenda e quanto può somministrarci la tua dispensa, portalo colà davanti alla cappelletta d'Imbevera, e dopo che avremo ringraziato la Madonna, la distribuirai a questa buona gente.
Alla Madonna di fatto si condussero: il signor curato ribenedisse il terreno, disacrato dal sangue, e tutto il popolo vi si prostrò, rispondendo alle preghiere che con edificante pietà recitava donn'Emilia al cui fianco stavano inginocchiate la Brigita e la madre rediviva. Sorti poi, si sparsero a gruppi pel pianerottolo e nel bosco, a contare, a domandare a designare i luoghi. Di Cipriano non vi dico altro. Era divenuto due dita più alto; e mentre cocessero le vivande, sbracciavasi come un telegrafo, narrando il primo atto in cui era stato tanto personaggio: poi nell'udire il successo della storia, trasecolava; batteva l'anca, esclamando: — Oh!... se ci fossi stato io!... ma chi poteva indovinarlo? Come poi intese la fine del guardacaccia: — Che? (disse) anche lui? fanne e fanne, s'è dato la zappa sui piedi. Credeva lui che fosse arrivato il sabato mio: ma il sabato non arriva soltanto per noi poveretti.
Il sindaco andava cercando sottilmente la verità del caso, per estendere esatta informazione a chi di dovere. Il signor vicario diceva: — Ecco: io come io, ho perduto un desinarello tutte le feste e de' bei straordinari, ma tanto tanto ne sono contento, perchè vedo contenti voi altri, che siete le mie pecorelle. E diciamola, che tanto è morto: avete cento sacchi di ragione. Peccato però che io non sia giunto in tempo, che, oltre il resto, gli avrei, pulcriter, cum bonis modis, rammentato quel che tante volte m'aveva promesso, di voler qui fabbricare una chiesa e mettervi un cappellano. Oh! un cappellano ad nutum del parroco pro tempore di Barzago, sarebbe un ajuto di costa.