— Eh; soggiungeva il garzone, possiamo segnarci col gomito se non è stato che questo. Io mi era immaginato... Perchè, bisogna che vi confessi che l'altro giorno s'ammazzò una lepre...

— Ammazzar una lepre! gridava il padre, sospendendo di scorticare una delle tre che, tiepide ancora, gli avevano lasciate da cucinare.

— Ammazzar una lepre! ripetea la madre giungendo le mani. Ma ho da sentire anche di queste? Non sai gli ordini? E gli ordini si devono rispettare, chè lo dice continuamente anche il signor vicario.

— Il signor vicario? ripigliava il giovane dimenando il capo. Oh! quanto pagherei a dare un'occhiata anche io sul messale, e vedere se comanda sempre solamente a noi d'obbedire, e mai...

Qui interrompendosi come avesse detto uno sproposito, ripigliava: — Or ora mi fate uscire in un'eresia. Sta bene: il signor vicario è quell'uomo che è, e sa ben lui quel che si dice. Però, a vedere! sin che quella lepre, entrata nell'orto, non fece che scompigliare i quadri e mangiare i cavoli, mi venivano i sudori: pure mandavo giù. Ma vi è lì quel piede di vite, portato due anni fa a mia sorella Brigita dal giardiniere del suo padrone di filanda; gli è d'una qualità così rara, e poi alla Brigita è caro come un occhio, perchè chi sa quali memorie vi ha congiunto! Ebbene, io lo piantai nell'orto; lo governai con tanta premura; gemmò, crebbe: ed ecco quella maledetta lepre a rosicchiarlo. M'avrebbe fatto minor dispetto se m'avesse roso le dita a me.

— Non hai tutti i torti, parlava il padre: ma ti doveva bastare di scacciarla col malanno che Dio le mandasse.

— Dite giusto, rispondeva Cipriano: poteva bastare: e se ho proprio a contarvela, schietto come al confessore, io m'accontentai di spaventarla. Ma quella, scappando, sguisciò fra le gambe di Cecchino del Forno; ed egli, visto il bello, gliene diede sul capo una, che non fu bisogno la seconda. Volle il diavolo che fosse lì poco lontano quella schiuma del guardacaccia. Gridando corpo e sangue, ci corse dietro: ma sì! guarda la gamba. Non ci ha conosciuti, e dovette contentarsi di urlarmi dietro:

— Non dubitare che verrà il tuo sabato.

— Quando la cosa sta come la conti, diceva la donna, fa bisogno di mettersi in paura? Se alcuno te ne parla, si dice: Gnornò; non sono mica stato io, si dice: l'è stato il tal dei tali, e buona notte.

— Che? come? saltava su il giovane inalberandosi. Io accusar il mio camerata per salvar me? Da che mondo è mondo non s'è ancora inteso che un brianzuolo n'abbia fatto di coteste. Ed io voglio portare il mio cappello fuor degli occhi, io; mi capite?