Che farà? Se lo sa la gente, Dio ne liberi! chiamare suo padre? Cosa direbbe mai? aver tirato in casa un giovane, averlo ammazzato!

Non le soccorrendo miglior partito, risolve di andare per ajuto alla Bia sua vicina; essa conosceva già quell'intrigo; le teneva anzi la corda. Piano piano adunque schiude l'uscio, sguiscia fuori: le ginocchia le si piegavano sotto, come avesse avuto tre mesi la quartana. Monta per la scaletta, e — Bia! Bia! domanda.

— Che chiami, Agnese? caspitere! di quest'ora?

— Zitta, e aprite per carità!

Poi come fu dentro, piangendo, sbattezzandosi, le rivelò il caso.

— Morto! Sandro! andava quella replicando, e spalancava gli occhi, torceva le mani, se le cacciava nei capelli.

— Sarà forse solamente svenuto.

— Magari! soggiungeva la fanciulla. Venite dunque per carità! per amor di Dio! venite, soccorretemi.

La Bia si trasse a compassione, e andò da lei. Già suo marito non era pericolo che tornasse a casa, perchè era un ubbriacone, che non lasciava l'osteria se non quando ne lo cacciavano. Va dunque alla camera, osserva anch'essa, brancica, muove, solletica: — è proprio morto, morto stecchito.

Tutto questo si faceva a chetichella in peduli spiegandosi a gesti, senza trar fiato, per timore che il padre non sentisse. Ma stracco del viaggio questi aveva attaccato, senza bisogno della nanna, e presto fu sentito russar della bella. Visto dunque inutile ogni tentativo, la Bia diceva all'altra, — Calmati; che vuoi? Quel ch'è fatto è fatto. Ora bisogna pensare a rabberciarla, non a fargli il pianto. Qui non c'è altro. Leviamolo fuori; portiamolo sulla strada e lasciamolo lì. Il primo che passa lo troverà, e dirà che cascò d'un accidente.