Il 1765, 12 marzo, uscii dalle tenebre al gran giorno. Mi misurarono, pesarono, battezzarono. Nacqui senza sapere il perchè: i genitori miei ringraziarono il cielo senza sapere il perchè.

CAPITOLO II.
Mia educazione.

Mi insegnarono d'ogni sorta cose e lingue. A forza di essere sfacciato e ciarlatano, passai talvolta per dotto; e la mia testa divenne una biblioteca di libri scompagnati, di cui io solo ho la chiave.

CAPITOLO III.
Miei patimenti.

Fui tormentato dai maestri, dai sartori che mi faceano i panni impiccati, dall'ambizione, dall'amor proprio, da inutili ribrame, da re e da reminiscienze.

CAPITOLO IV.
Privazioni.

Tre grandi piaceri della spezie umana io non gustai: il furto, la ghiottoneria e l'orgoglio.

CAPITOLO V.
Epoche memorabili.

Di trent'anni rinunziai al ballo; di quaranta, a piacere alle belle; di cinquanta, all'opinione pubblica; di sessanta, al pensare; e diventai un vero sapiente, o, ciò ch'è tutt'uno, un egoista.