CAPITOLO XV.
Dedicatoria a chi legge.

Can d'un pubblico! Organo discordante delle passioni; che tu alzi al cielo, e sommergi nel brago, che salmeggi e calunnii, e il perchè non sai; immagine del tocco a martello; eco di te stesso; tiranno assurdo, scappato dai pazzerelli; quintessenza de' veleni più sottili e degli aromi più soavi; rappresentante del diavolo presso la specie umana; furia mascherata di carità cristiana; pubblico che io temetti in gioventù, rispettai maturo, vecchio sprezzai, a te dedico le mie Memorie.

Gentil pubblico, finalmente son fuori dalle tue zanne, perchè son morto, e quindi sordo, cieco e muto. Possa tu godere simili vantaggi pel riposo tuo e del genere umano.

I FRATI PACIERI

Io vo gridando pace, pace, pace

Petrarca.

Siccome nel primitivo caos una confusione di contrarj elementi lottava, informi e discordi aspettando il potente soffio dell'amore che gli ordinasse all'utilità, alla bellezza, alla evoluzione: tale nel medioevo, in questa cara patria nostra, i diversi elementi d'antico o di moderno, di popoli dell'Oriente e del Settentrione, di civiltà decrepita e di nascente, di coltura e di barbarie, di cristianesimo e d'idolatria, non combinati ancora, cozzavano senza riposo. Quinci guerre parziali, minute ma continue, nelle quali tu avvisi l'impeto di violente ed irrefrenate passioni, l'indisciplina dei grandi, l'indipendenza dell'individuo, che, col pugno sulla spada, si tiene per sovrano di sè e delle azioni proprie, e in quella spada vede il diritto di acquistare quanto gli torna o gli piace. Spente o soffocate le leggi e la giustizia, non conosciuto altro diritto che la forza, fra lo schiammazzo di quegli impetuosi, fra il divincolarsi delle membra colossali, fra l'urtar degli stocchi, qual voce avrebbe potuto far intendere parole di composizione e di pace?

La religione.

Unica forza morale di quei secoli, unico centro della disgregata società, supplendo al difetto dell'amministrazione e della giustizia, tra le risse private, tra le file dei combattenti inviava l'inerme sua milizia, perchè in nome del Signore imponesse fine agli eccidj fraterni.