Chi non conosce la tregua di Dio? Uomini pii diedero voce che il Signore avesse parlato, ed ingiunto loro, che, spargendosi per la cristianità, intimassero dover ogni zuffa sospendersi tre giorni per settimana, o maledetto chi violasse tal legge.

Gli uomini, usati al racconto di miracoli, creduli perchè ignoranti, perchè soffrenti, perchè cattivi, prestarono fede: ed ogni settimana, quando il giovedì tramontava, i soperchiatori, i prepotenti riponeano la daga o il coltello nel fodero: i tementi respiravano; l'insidiato usciva dagli asili o dai nascondigli, per tornar a vedere la donna, i figliuoli, il padre: poteva il tapino ardirsi d'alzare gli occhi sul suo signore, senza vederlo schizzar sangue e vendetta: le colombe s'accostavano sicure al nibbio, finchè non tornasse a ricacciarle l'alba del lunedì.

A mezzo poi del secolo XIII, vennero i Battuti, grosse torme d'uomini, di donne, di fanciulli, che scalzi i piedi, coperta appena la nudità da un rozzo sacco, in lunghe disordinate file, seguitando un crocifisso, battendosi a sangue, cantando lo Stabat Mater, e così mutandosi di città in città, di regno in regno intimavano penitenza, e concordavano paci.

A questa clamorosa divozione, non promulgata da predicatori, non istituita dal pontefice, senza che alcuno ne sapesse il come e il perchè, diffusa rapidamente da un capo all'altro dell'Europa, entrava negli animi la persuasione d'alcuna grave sventura, colla quale Iddio fosse per riasciacquare le iniquità della terra. Tacquero le danze e le canzoni d'amore per far luogo a pellegrinaggi e a devote cantilene: usurieri e ladri restituivano il mal tolto: peccatori inveterati nella colpa si confessavano e ricredevano: le sùbite ire ammorzavansi, come un incendio sotto un mucchio di terra.

In quel tempo istesso cominciarono due nuovi Ordini religiosi, milizia potente a sostenere i diritti della santa sede, minacciati dallo svegliarsi dell'umano pensiero. Erano questi i Domenicani e i Francescani; i primi, specialmente intesi a svellere la zizzania di mezzo al frumento, e punire i fratelli di Gesù Cristo che non credessero e non adorassero come loro: gli altri, tutti popolari, tutta povertà, si diffondevano in mezzo al volgo, accattando un tozzo per Dio, predicando il Vangelo e i santi loro e pratiche di devozione, e mitigando i cuori iracondi. Ne' quali uffizj non erano però così distinti, che talvolta non si vedesse il Domenicano proclamare non l'esterminio, ma l'amore, ed il Francescano accostare la face al rogo che doveva ardere un riprovato.

Sentivi tu (caso quotidiano a quei tempi,) sentivi un ricambiare di bestemmie, di vituperj, un tempestare di colpi? Eri sicuro di scorgere ben tosto fra gli azzuffati interporsi il frate col rozzo sajone, nudo il raso capo, tendendo di mezzo ai colpi la croce di legno che gli pendeva pel rosario alla cintura.

Due fratelli si cercavano a morte? una famiglia un corpo aveva giurato vendetta di qualche insulto? l'oltraggio aveva aguzzato il coltello, nascosto sotto alla casacca d'un violento? Ebbene: il frate s'affacciava alla porta con un Deo gratias sommesso; prendeva a ragionar del Signore, d'un Uomo Dio, che patì prima di noi, più di noi, per noi e senza colpa; dipingeva l'amarezza degli odj, la giocondità dell'abitare i fratelli in uno; poi un momento estremo, nel quale riuscirà così dolce il ricordarsi d'una buona azione; un altro giudizio, dove chi perdonò sarà perdonato. Quei cuori feroci cui non avrebbe frenato impero di legge o possanza di magistrati aprivansi alla benevolenza, fondevansi in lagrime, e correvano ad abbracciare il nemico, fra le benedizioni del frate paciere.

Che se voi siete di quelli che investigano l'antichità, non fra diruti e reliquie inanimate, ma nei costumi discesi fino a questa ciarliera nostra civiltà che tanto vantiamo, e che pure non è se non una posata di mezzo fra il bene e il male, avrete potuto trovare avanzi di quelle antiche istituzioni, od in Toscana nella Compagnia della Misericordia, che ad ogni caso di rissa o di pericolo accorre per impedire o rimediare il male, recare pace o medicina; oppure in Roma, ove, pei trivj e nelle taverne, quando l'uomo, non educato o frenato dalle buone istituzioni, tra il furor delle risse o l'ebbrezza del giuoco, prorompe all'orrendo bestemmiare, gli si para dinnanzi un Saccone, uomo ravviluppato sino la faccia nella cocolla, il quale, senza far motto, si inginocchia davanti al bestemmiatore, tendendo le mani giunte. Il bestemmiatore comprende quel muto linguaggio, cessa l'imprecazione, e non di rado, caduto anch'egli in ginocchio, la converte in preghiera d'espiazione. Sotto a quel cilicio è forse celato uno dei primi signori, un prelato, un cardinale: — belle istituzioni, se non ne discordassero troppo le carabine, inarcate al tempo stesso per punire il bestemmiatore.

Nè solamente a ricomporre private nimistà davano opera i frati: spesso ancora s'intromettevano alle discordie fra città e città, fra gente e gente nemica. Imperocchè le repubbliche italiane, senza sperienza di storie, non che sodare l'unione, tendevano a più sempre disgregarsi: ogni città, ogni villaggio, che più? ogni famiglia voleva formarsi centro, appartato da ogni altro: talchè fra que' ringhiosi non era pace mai, di rado tregua. Divisa l'Italia in repubbliche, queste in comunità, le comunità in corpi e maestranze, e tutti in fazioni, una l'altra contrariava ne' consigli, preparava segrete congiure, aperte sedizioni; correva alle armi, occupava i castelli, cacciava di contrada in contrada, di vicinanza in vicinanza gli avversarij? I vinti, cercato soccorso di fuori, comparivano di nuovo battevano e ricacciavano i già vincitori; ammazzamenti, guasti, rube, incendj, questa è la storia delle città d'allora.

Miseri Italiani! Nessuna nazione al par di voi corse ingorda a queste battaglie; nessuno al par di voi scontò con tanto pianto quel sangue: e il pianto di tre secoli non ne ha ancora lavato la macchia... Giudizio e preparazione di Dio!