La prima infanzia va dalla nascita ai 10 anni, la seconda o adolescenza, dai 10 ai 20; la prima gioventù fino ai 30, la seconda ai 40: dai 40 ai 55 la prima virilità, la seconda da 55 ai 65: allora comincia la prima vecchiaja che stendesi fino agli 85, cui segue la seconda ed estrema.

La prima infanzia è il periodo della dentizione. L'incremento delle ossa dura fino ai 20 anni, quando si congiungono alle loro epifesi, onde si finisce di ingrandire. Tiriamo la gioventù fino ai 40, quando il corpo cessa di crescere in grossezza; grossezza organica io dico, non già l'accumulamento di adipe, ch'è indipendente dall'età. Pure prosegue ancora un lavoro interno profondo, sopra il tessuto intimo delle parti, che le rende più sode, più compiute; e questo si fa dai 40 ai 50, e più o meno si protrae fino ai 65 o 70.

Qui comincia la vecchiaja; ma qual è il carattere che la rivela fisiologicamente?

Gli antichi fisiologi non aveano torto di distinguere nei nostri organi, per dir così, due provisioni di forza: l'una in potenza, l'altra in atto; questa adoperata, quella tenuta in riserva.

Nella gioventù abbondano le forze in riserva, e appunto la diminuzione di queste caratterizza la vecchiaja. Fin tanto che i vecchi adoperano soltanto le forze attive, poco si accorgono d'aver nulla perduto; oltrepassano quel limite? eccoli stracchi, esausti; si avvedono di non aver più la riserva soprabbondante.

L'uomo vuole anzi tutto la sanità; giacchè Non vivere est vita, sed valere: dappoi una lunga vita: e giacchè desidera questi beni, giova persuadergli che in parte dipendono da lui.

Gli antichi cercarono la longevità coll'esercizio ginnastico; nel medioevo, cogli elisir di lunga vita, e il più insigne alchimista, Paracelso, proponeva che lunga fosse quella soltanto che va dai 900 ai 1000 anni.

A canto ad un vecchio collocar qualche persona robusta, dalla cui vitalità si rifornisca, fu una cura praticata da David re, e suggerita non solo da Galeno e da Paolo d'Egina, ma fin da Boerhaave. Altri, con crudeltà meno mascherata, proposero di trasfondere nelle vene dei vecchi un sangue men depauperato: Bacone, il legislatore dell'esperienza, prescriveva un composto di oro, perle, gemme, ambra, bezoar, Hufeland, un regime abituale, secondo cui istituiva come scienza particolare la macrobiotica. Nell'età filosofistica, ove non si credeva più a Dio, trovarono dei creduli e Mesmer col suo tinozzo magnetico, e Cagliostro col suo elisir di lunga vita, e il conte di Saint-Germain che si ricordava d'aver assistito alle nozze di Cana, traversato Roncisvalle con Carlo Magno, anzi conosciuti di vista il peloso Esaù e la rejetta Agar.

Oggi ai farmachi non si pensa più; nulla si ripromette da specifici; molto si crede ai metodi, e massime se questi non si ostentino con ciarlanteria. Nè ciarlanteria sarà il dire che la prima cosa per arrivare ben innanzi nella vecchiaja è il non averne paura.

Invecchiare senza che il fisico ne scapiti è impossibile; ma ne vantaggia il morale, e questo è il lato bello della vecchiezza. Dicesi che i vecchi perdono il gusto dell'occuparsi; non sarà duopo andar lontano per trovare esempi del contrario, per rimontare a quel vecchio imperator romano che, la notte che morì, alle sentinelle diede per parola d'ordine, Lavoriamo.