Tornato a Filadelfia, pensò da senno ad acquistar denaro e riputazione; e l'un e l'altra conseguì col lavorare dì e notte, e viver sobrio, e dare buon esempio, e rispondere coi fatti alle detrazioni dell'invidia. Così potè rizzare stamperia (1729), menò moglie, e cominciò a mandar fuori l'Almanacco di Riccardo Buonomo, raccolta di consigli e verità tutte pratiche, espresse proverbialmente, e che più non escono di memoria, e s'applicano cento volte ai casi propri ed agli altrui:
«La chiave che spesso si adopera conservasi lucida come un argento: non adoprata irruginisce. Così è del nostro spirito.
«L'assiduità fa le più grandi cose col minimo tempo. Uomo che si alza di buon mattino e si corica per tempo, si mantien savio e ricco.
«Chi sa lavorare, non muor di fame. La fame guarda alla porta dell'uomo laborioso, ma non ardisce bussare.
«Non ti mettere i guanti allorchè hai da maneggiare la tua pentola. Gatta colle scarpe non ghermisce sorci.
«L'imposta che ci mette addosso l'accidia è due volte quella del Governo; oltrechè la superbia la rende tripla e quadrupla la follia; e gli esattori non diffalcano manco un ette.
«Ti lamenti che la vita è breve: ma il tempo è il filo di cui si tesse la vita; perchè dunque lo getti?
«Volpe che dorme, non mangia galline.
«Chi vive di speranza muore di stento.
«Chi ha un mestiere, ha un campo: ha una carica chi ha una professione utile ed onorevole.