«Se non obbediamo in ogni caso, rizza tanto di broncio e salta in collera; a tratto a tratto ci dà una buona stramentata; e nessun lo negherà, lo negherà.
«Sopportiamo alla meglio il suo mal umore, ma perchè tollerar le ingiurie de' servi suoi? Quando i servi fanno sciocchezze, si ripagano col bastone; e nessun lo negherà, lo negherà.
«Ma voi, tristi vicini (i Francesi del Canadà), che vorreste separare il figlio dalla madre intendetelo bene chiaro: essa è l'orgoglio nostro; e se voi l'attaccate, tutti ci porrem dalla sua: e nessun lo negherà, lo negherà.»
Eppure a Parigi fu veramente il trionfo di Franklin. Scriveva egli stesso: — Demostene, interrogato qual fosse la qualità principale dell'oratore, rispose: La prima è l'azione, la seconda l'azione, la terza ancora l'azione. Così io per l'uomo pubblico dico che è l'apparenza, l'apparenza, e ancora l'apparenza. Per riuscire all'effetto è uopo si creda alla parola e alla capacità tua: stabilita una volta quest'opinione, ogni indugio, ogni ostacolo, ogni difficoltà andranno in dileguo.»
Or come le apparenze cattivino i Francesi non è chi l'ignori, onde Franklin pose in ciò ogni suo studio. Fisico, teista, tollerante, satirico, andava egli grandemente pel verso di quella nazione: uom del popolo, giunto da per sè solo alla gloria e alla fortuna, difensore dei diritti in mezzo ad una nazione stanca del potere assoluto, fedele all'origine e alla missione sua fin nelle minime particolarità della vita, blandiva le passioni più generose, favoriva le migliori speranze, domandava libertà per l'America, la portava per l'Europa; — la libertà; che non contaminata per anco di tanti delitti, era il palpito di tutte le anime nobili. Pensate come dovessero levarlo a cielo! quegli eroi in zazzera, e collo spadino cesellato e damascato, non saziavansi d'udire questo filosofo dal cappel tondo, dai capelli lisci, dall'abito bruno, dalle scarpe senza fibbie, e dai calzoni allacciati col cuojo, e i guardinfanti voluminosi, e le tabacchiere d'oro, e i sbilitanti flabalà s'eclissavano a fronte della stamina e della scatola di radica dell'Americano. E tutti si esaltano di lui, lui precursore di nuova età, simbolo vivo delle idee progressive; ma egli, freddo osservatore, egli mercante, non si lascia trasportare, non giudica per fantasia, ma pesa e misura e conchiude.
Nel secolo in cui si proclamava l'analisi, benchè vi si facessero le sintesi più ardite che mai, egli aveva analizzato il fuoco, i suoni, la luce, i governi, le finanze, la virtù; operando sull'uomo, non altrimenti che sopra la materia nei fisici esperimenti. Con questo egli acquistavasi l'amor de' filosofi, desposti allora dell'opinione. Unendo il contegno di Focione e lo spirito di Socrate, in mezzo alla frivolezza parigina sembrava un savio dell'antichità, e beato chi fosse ammesso alla sua compagnia! Considerandolo come tipo della nazione sua, la trovarono matura alla libertà: i savj ammiravano in lui l'attività paziente del genio che s'ostina in una grandiosa scoperta; i filosofi lo consultavano sull'uomo e sulla società; il popolo leggeva il suo Riccardo Bonuomo e l'Arte di farsi ricco[13]; le donne amavano quell'ingenuità; ingenuità di pura apparenza, giacchè egli metteva a profitto la sua popolarità, e mentre il credeano un semplicione, egli guardava le triche de' briganti e degli ambiziosi, quel misto di magnificenza, e negligenza, quell'ostentar maggiormente quando i mezzi erano minori, quel ripetere certe parolone, che sonano di più perchè vuote. A lui veniva un certo Mirabeau nobile, a far declamazioni contro la nobiltà; un certo Marat a mostrargli una Memoria sul fuoco elementare; altri gli progettava il facile modo di devastare le coste dell'isola Britannica, altri una macchina che andrebbe senza motore, un terzo il modello di vestire e armare usseri come se fossero viaggiatori. E Franklin udiva, e rideva di sottecchi; rideva principalmente delle costituzioni e riforme universali ch'erano di moda, e che alcuno gli presentava alla sera perchè la mattina ne dicesse il giudizio.
A Passy abitava una casetta con un giardinetto, tutto in diminutivo; e v'andava il fiore de' cittadini. Chi entrasse nel suo studio, vedea libri per tutto, un seggiolone, cui a volontà dava un moto ondulatorio per ninnarsi; di sopra, un ventaglio ch'egli agitava col piede; accanto, un bastone a gancio per afferrare i libri più alti senza scomodarsi: circostanze veramente strane per dipingere all'occhio degli esagerati, un Bruto ed un Timoleone moderno.
Qualche volta ad un rivolo agitato dal vento si accostava con una verga, e con gesti da mago scotendola sopra l'acqua la facea calmare, e agli attoniti filosofi spiegava ciò essere effetto di olio che da quella verga spargeva sull'onde. Qualch'altra pigliavasi la beffa di cotesti filosofi, contraffacendone le frasi o i paradossi; e a Morellet scriveva le lodi del vino: gli uomini prima di Noè nol conoscevano, e perciò traviarono; scoperto che fu, derivarono da esso le parole divino, divinità, indovinare, parole che, contro Gebelin, provano esser antico il francese; e con disegni mostrava che il fine era provvidenziale di Dio nel formar il gomito stato che l'uomo potesse bere il vino con maggior comodità, che non avrebbe fatto se più corto il braccio o più lungo.
Fin alla gloria, l'attrattiva più lusinghiera per le anime nobili, pareva egli indifferente; mentre i Parigini ne facevano l'idolo loro, egli si paragonava alla bambola, che i Parigini pettinavano, acconciavano, coronavano. Gente vogliosa di combattere per la causa repubblicana veniva offerirsegli, ed egli rideva di quell'entusiasmo, senza però lasciar scorgere che lo credeva inutile. Pei molti che gli domandavano lettere di raccomandazione pel suo paese, avea sbozzato questo formolario: — «Signore, il latore della presente, che viene in America, mi prega di dargli una commendatizia, benchè io non conosca nè lui nè il suo nome. In quanto spetta alla virtù e meriti suoi, vi rimetto a lui, che certo li conosce meglio di me. Del resto usategli tutte le pulizie che merita uno straniero ignoto, e tutti i favori di cui si mostrerà meritevole.»
Intanto però lo trovavano sempre colla generosità, col progresso. Parlasi dell'innesto del vajuolo? è de' primi a sostenerlo. Piantansi le patate? siede accanto di Parmentier al banchetto, non servito che di questi tuberi. Se Mesmer ostenta i suoi miracoli, egli è scelto a chiamarli alla prova dell'esperienza, e veda quanto debba attribuirsi all'influenza dell'immaginazione. Se Mongolfier fa i primi esperimenti d'aeronautica, egli vi assiste, e a quei che domandano «A che serve?» risponde: «A che serve il bambino appena nato?» A Voltaire, idolo del tempo, a Voltaire, rappresentante dello scetticismo metafisico-religioso, egli, rappresentante del genio pratico e dello spirito politico e morale, presenta il suo nipotino perchè il benedica, e quegli il fa, dicendo: — Dio e la libertà: ecco l'unica benedizione conveniente al nipote di Franklin.» Ma Voltaire credeva più alla libertà, o più a Dio?