Versare glebas, et severæ

Matris ad arbtrium recisos

Portare fustes.

[92] Plinio, Nat. hist. xxx. 12. Maximilien de Ring, Hist. des peuples opiques. Parigi, 1859: oltre gli Oskischen Studien di Th. Mommsen. Berlino, 1845.

[93] Arnobio, iii. pag. 122.

[94] La vorrebbero denominata dai profondi suoi seni, κάμπη; mentre Apulia vorrebbe dire senza porti.

[95] Heine (Opusc. acad., tom. v. p. 345) vuole Capua detta da capis, che in etrusco significa avoltojo, perchè gli Etruschi abbiano veduto ivi l’augurio d’un avoltojo. Vultur non ne sarebbe che la traduzione latina. La storia di Capua è tuttora piena d’incertezze, per quanto cercasse schiarirla Giulio Stein, De Capuæ gentisque Campanorum historia antiquissima. Breslavia, 1838.

[96] Galanti, Descrizione del contado di Molise.

[97]

Lucanus an Appulus, anceps,