Cozzi dei sopraggiunti coi già stanziati agitarono quell’età pelasgica, in cui si venivano accostando e fondendo le varie genti; i Pelasgi dilatarono l’uso dei metalli: costruirono le mura ciclopiche.

Ma quattordici secoli avanti Cristo cominciò l’immigrazione pelasgo-tirenica dall’Asia Minore alle rive occidentali della penisola centrale, e comparve il nome di Etruschi; i quali è incerto se fossero ariani o semitici. Per chiarire questo dubbio e le altre congetture adopransi argomenti filosofici e altri fisici, che non sempre s’accordano: nè gli uni sono più decisivi degli altri. Gli antropologi dissentono fra loro fondamentalmente, e intanto raccolgono cranj delle varie genti, dalla loro conformazione volendo dedurne l’origine. Ma venendo al popolo su cui è maggiore la curiosità, convengono che gli Etruschi sono una mescolanza di gente più civile e men numerosa, cogli Italioti più numerosi e incolti.

I filologi rifiutano l’origine celtica degli Umbri, ascrivendoli al ramo ario-pelasgico, come i Siculi e i Liburni, affini cogli Japigi, de’ quali resta qualche iscrizione non ancora decifrata, ma che accenna all’Illiria.

Il padre, poi cardinale Tarquinj, fu l’ultimo a sostenere le origini semitiche e s’appoggiò a nomi geografici, quali

Apinninsommità, monti a catena.
PisaPissa, abbondanza.
PerusiaPerosa, villereccia.
UdineOdina, amena.
SoraIsor, rupe.
IschiaIschina, mio desiderio.
VesuvioVeth-ubim, casa delle caligini.
Penna di Billipinnath, sommità di Amone, di Bito, Punta di Ammone.
AscoliAschelon ne’ Filistei.
AriminoArimanon di là del Giordano.
SienaSenaa città della tribù di Benjamino.
RomaRuma in Cananea, residenza di Abimelec.
CariddiChor obdam, antro pericoloso.
ZancleZalga, falce.

Ascoli ripudia affatto il concetto del Tarquinj e dello Stickel: e così Giovanni Flechia, di cui è notevole la Grammatica storica comparata dei dialetti italiani.

Che gli Etruschi siano semitici è negato dallo studio delle arti loro non meno che dal linguaggio, sebbene pochissimo ancora conosciuto. Dovettero essi venir dall’Asia Minore per mare, non già dalle Alpi; dove trovansi bensì loro reliquie, ma che provano solo essersi anche colà esteso l’impero degli Etruschi, i quali andavano fin sul Baltico in cerca dell’ambra.

Le lingue dei tre popoli più antichi, Osci, Umbri, Etruschi, ben distinte fra loro, vennero assorbite o distrutte dal latino, ma dai pochi avanzi si accerta che nel linguaggio degli Osci o Sanniti non è traccia di semitico, ed è affine al latino arcaico. L’umbro si scosta dalle forme del Lazio, pure le sette tavole eugubine conducono a riconoscerlo d’origine comune coll’osco-romano, esclusa ogni derivazione nè semitica nè celtica.

Non così d’accordo si va per l’etrusco, pure nol si spiega con nessuna lingua semitica nè celtica: e i monumenti numerosissimi ma di pochissime parole e di nessuna importanza storica, malgrado le abbreviazioni, le scorrezioni, le alterazioni fonetiche, l’assicurano al ramo ariano.

Tali sono le induzioni ultime di Corssen, di Fabretti, di Conestabile.