[CAPITOLO III.]

Gli Etruschi.

La gente da cui i Pelasgi si trovarono incalzati, doveva esser quella che da sè chiamavasi dei Raseni, dai Greci fu detta dei Tirseni o Tirreni[44], e dai Romani degli Etruschi o Tuschi.

Chi erano essi?

ORIGINE DEGLI ETRUSCHI

Misteri succedono a misteri; e qui pure, invece di riposare sulla dimostrazione, siamo ridotti ad ipotesi, desunte dal carattere generale. Erodoto fa uscire gli Etruschi dalla Lidia, annestandone l’origine alle vicende degli Eraclidi. Ellanico, padre della storia greca, li vuole tutt’una cosa coi Pelasgi approdati a Spina. Dionigi d’Alicarnasso ripudia entrambe le opinioni, propendendo a quelli che li fanno indigeni d’Italia: ma la perdita dei libri ove espresso egli trattava degli Etruschi, ci sottrasse gli argomenti ai quali esso appoggiava. I moderni campeggiano coll’una e coll’altra credenza, niuno con prove trionfanti, ma al solito mescolando erudizione e fantasia, esame e passione, e non già mentendo il vero, ma dissimulando gli argomenti in contrario. Però quante assurdità, mascherate d’invenzione, si risparmierebbero se si sapesse che da tanto tempo furono e sostenute e confutate!

Gli uni dicono:—Tant’è vero ch’erano Greci, che consultavano l’oracolo di Delfo; usavano un ordine architettonico che è semplificazione del dorico; fabbricavano vasi identici coi greci per la materia, pel lavoro, pei soggetti, per le iscrizioni».—No (soggiungono altri), erano indubbiamente Pelasgi; e lo provano i numeri simbolici, le austere dottrine, l’essersi mantenuti in relazione con Mileto e Sibari, città joniche ed achee, sorelle dei Pelasgi, mentre avversavano a Siracusa e agli altri Dori». Sopraggiunge chi tenta conciliare le due opinioni inventando i Pelasgi-Tirreni, detti così perchè Tirrenia fosse chiamata l’Etruria dai Greci, e tirreniche le popolazioni in Grecia più affini ad essi: tal nome deriverebbe da Tirra, città nella Lidia; lo perchè Erodoto chiamò Lidj i Tirreni[45]. I Pelasgi-Tirreni si discernerebbero dalle altre propagini pelasghe in quanto non abitavano le coste, ma regioni interne, come la Tessaglia e l’Arcadia; non pirati ma agricoli; ed affini sì, pur differenti di religione e di favella.

E inclinazione d’animi onesti e d’ingegni temperati il porre la ragione fra due estremi; e già quel Greco vantava la potenza delle medie proporzionali. Ma a questi asserti come chetarci se dappertutto gli Elleni ci si rappresentano quali oppressi dei Tirreni? I confronti della lingua, delle credenze, della civiltà non autorizzano a sì precise conseguenze chi, come noi, ammetta una fratellanza di popoli, anteriore alle nazionali separazioni. Su di che, noi proponemmo di aggregare i Tirreni alla prima immigrazione che si conosca in Italia: ridotti servili ne’ secoli che qui stettero i Pelasgi, si rialzarono poi a nuovo dominio.