[210]. Regimen tyrannicum non est justum, quia non ordinatur ad bonum commune, sed ad bonum privatum regentis... Et ideo perturbatio hujus regiminis non habet rationem seditionis, nisi forte quando sic inordinate perturbatur tyranni regimen, quod multitudo subjecta majus detrimentum patitur ex perturbatione consequenti, quam ex tyranni regimine. San Tommaso, Summa theol. 2ª 2æ quaest. 42ª art. 2º ad 3um.
[211]. Evulgato imperii arcano, principem alibi quam Romæ fieri. Tacito, Hist., i. 4.
[212]. A Canneto o più verisimilmente a Calvatone nel Cremonese, alla biforcazione d'una strada romana, a due giornate da Verona. Quivi le cronache paesane collocherebbero la città di Vegra (forma vulgare del nome di Bedriaco, o Bebriaco), distrutta dagli Unni; e vi si scoprono continuamente ruderi antichi, e nel 1855 un busto di bronzo dell'imperatore Antonino, e due statuette di marmo pario.
[213]. Tacito, Hist., lib. IV. 74. 75.
[214]. Nel censimento sotto Vespasiano si asserisce che trovaronsi nella Gallia Cispadana cinquantaquattro persone di cento anni, cinquantasette di centodieci, due di centoventicinque, quattro di centrentacinque, quattro di centrentasette, tre di cenquaranta: a Parma ve n'avea tre di centoventi, due di centotrenta; a Faenza una donna di centrentadue; a Rimini uno di cencinquanta, nominato Marco Aponio.
[215]. Stazio e Marziale. Ecco alcune delle costoro adulazioni:
Invia sarmaticis domini lorica sagittis
Et Martis getico tergore fida magis...
Felix sorte tua, sacrum tui tangere pectus
Fas erit, et nostri mente calere Dei!...