È quel Tancredi, di cui le croniche narrano che, avendo compito stupende geste, fe giurare al suo scudiero di non dirne parola finchè vivesse.
FINE DEL TOMO QUINTO E DEL LIBRO SETTIMO
[ INDICE]
| LIBRO SESTO | ||
| Capitolo | ||
| LVIII. | Il Medioevo. — Essi e noi | [pag. 1] |
| LIX. | Odoacre. Teodorico goto. Ultimo fiore delle lettere latine con Cassiodoro e Boezio | [19] |
| LX. | Fine del regno Ostrogoto. — Belisario. — Narsete. — Italia liberata | [52] |
| LXI. | I Longobardi | [70] |
| LXII. | Gl'invasori. Legislazione longobarda. Costumi | [90] |
| LXIII. | I vinti. Con che legge viveano? Quali la condizione e le arti loro? | [126] |
| LXIV. | La Chiesa in relazione coi popoli e coi nuovi dominj. San Benedetto e i monaci | [150] |
| LXV. | I papi. Gregorio Magno | [169] |
| LXVI. | Italia disputata fra Longobardi e Greci | [186] |
| LXVII. | Gli Iconoclasti. Origine della dominazione temporale dei papi | [205] |
| LXVIII. | Fine del regno longobardo. Rinnovasi l'impero d'Occidente | [231] |
| LXIX. | L'impero romano-cristiano. Carlo Magno | [252] |
| LIBRO SETTIMO | ||
| LXX. | Regno d'Italia. Condizione degli Italiani sotto i primi Carolingi | [283] |
| LXXI. | Irruzione dei Saracini. Gl'imperatori Franchi | [298] |
| LXXII. | Imperatori italiani. Gli Ungheri | [322] |
| LXXIII. | Età ferrea del Pontificato. Ottone il grande. La corona imperiale e il regno d'Italia passano ai Tedeschi. Si svolge la nazionalità italiana | [347] |
| LXXIV. | Il feudalismo | [373] |
| LXXV. | Il Basso Popolo | [400] |
| LXXVI. | Il Mille. Corrado Salico. L'arcivescovo Eriberto. Enrico III | [427] |
| LXXVII. | Bassa Italia. I Normanni | [448] |
| LXXVIII. | La Chiesa. Simonia e concubinato. Gregorio VII. La contessa Matilde. Guerra alle investiture | [468] |
| LXXIX. | Repubbliche marittime | [517] |
| LXXX. | Crociate. — La Cavalleria | [540] |
NOTE:
[1]. Questo libro fu stampato nel 1855.
[2]. Bollandisti, ad 8 jan. — Eugipius, Vita s. Severini, in Pez, Script. rerum. austriac., tom. I. — Anche Benvenuto da Imola, al canto XII dell'Inferno di Dante, racconta che, passando Attila per Modena, san Geminiano vescovo gli andò incontro chiedendogli misericordia. Quello gli rispose: — Non sai ch'io sono Attila flagello di Dio?» E il santo: — Ed io sono Geminiano servo di Dio». Il feroce ne rimase tocco, e passò oltre senza fare offesa.
[3]. Gli storici lo qualificano re degli Eruli, forse perchè di tal gente gotica fosse il maggior numero delle sue schiere. Giornandes, De Goth. orig., cap. 37, e l'Historia miscella, XV, p. 101, lo fanno re dei Rugi e dei Turcilingi. Nel gabinetto di Vienna si hanno medaglie di lui, iscritte Fl. Odovac.
[4]. Æmilia, Tuscia, cæteræque provincia, in quibus hominum pene nullus existit. Gelasio papa ep. ad Andronicum, presso Baronio, ad an. 496, nº 36.
[5]. Ennodio, Paneg. Theodorici: Migrante tecum ad Ausoniam mundo... sumpta sunt plaustra vice tectorum, et in domos instabiles confluxerunt, omnia servitura necessitati. Tunc arma Cereris, et solventia frumentum bobus saxa trahebantur, oneratæ fætibus matres inter familias tuas, oblitæ sexus et ponderis, parandi victus cura laborant. Sotto il nome Amalung-Dietrich von Bern, cioè Teodorico Amalo di Verona, Teodorico è celebrato nell'Heldenbuch o libro degli eroi, poema tedesco del XIII secolo.