Mente hebes, arte carens, usu rudis, ore nec expers,
Parvula grammaticæ lambens reflumina guttæ,
Rhetoricæ exiguum prælïbans gurgitis haustum,
Cote ex juridica cui vix rubigo recessit,
Quæ prius addidici dediscens, et cui tantum
Artibus ex illis odor est in naribus istis.
Vita s. Martini, I e IV.
Siano saggio del suo merito poetico, e cenno degli studj che allora si facevano; e vedasi la prima volta nominata la lingua italiana, comechè per tale devasi intendere la latina.
[27]. Giornandes dice che quel porto, già capace di duecencinquanta vascelli, era mutato in un giardino, e la città divisa in tre parti: la prima, più elevata, diceasi propriamente Ravenna; la seconda, che conteneva il palazzo imperiale, chiamavasi Cesarea; la terza, detta Classe, distava da Ravenna tre miglia.
[28]. Probabilmente si valsero d'un piano inclinato, sostenuto da piedritti. Vedasi Rinaldo Rasponi, La Rotonda prorata edifizio romano, 1776; come anche G. B. Passeri, Ippolito Ghiselli Gamba, Sufflot, il conte Caylus e Enrico Gally nel 1842. Il p. Bacchini provò che quella fabbrica non è del tempo di Amalasunta, bensì di Teodorico.