Anche l'incolpazione d'aver voluto distruggere i libri del predecessore, attribuita dagli antichi a invidiosi, e dal Mabillon a Sabiniano, non è ben provata.

[181]. Anastasio Bibl., in Vita Severini.

[182]. Negli atti del VI concilio ecumenico (ap. Labbe, Concil., tomo VI) leggesi una lettera dell'arcivescovo Mansueto di Milano all'imperatore Costantino II, a nome del sinodo provinciale: Quæ in hac magna regia urbe convenit, sub felicissimis et christianissimis et a Deo custodiendis principibus nostris dominis Pertharit et Cunibert, præcellentissimis regibus, christianæ religionis amatoribus. 679.

[183]. Tutto ciò da Paolo Diacono, il quale soggiunge che, tra i rapiti, furono pure i cinque figli di Leofi, venuto coi primi Longobardi in Italia. Un d'essi riuscì, dopo molti anni di servitù, a fuggire in Italia; e sebbene nulla recuperasse de' beni paterni, ajutato da parenti e amici pose casa, e generò un Arigiso, e questi Warnefrido, da cui nacque esso Paolo storico.

[184]. Gregorio II nel 726 scriveva: Mezentius ab episcopis Siciliæ certior factus hæreticum cum esse, ipsum...... trucidavit. Ap. De Giovanni, Cod. Diplom. Sicil., tom. I. n. 272.

[185]. Vuole Paolo Diacono che questo nome le venisse da un tal uso dei Longobardi, che qualvolta uno morisse in lontana contrada, i suoi rizzavano delle pertiche con una colomba in vetta, rivolta alla parte dove l'estinto avea chiuso i giorni.

[186]. Epitafio di Ansprando:

Ansprandus, honestus moribus, prudentia pollens,

Sapiens, modestus, patiens, sermone facundus,

Adstantes qui dulcia, flavi mellis ad instar,