| dorico | re, mi, fa, sol, la, si, do, re |
| frigio | mi, fa, sol, la, si, do, re, mi |
| lidio | fa, sol, la, si, do, re, mi, fa |
| misolidio | sol, la, si, do, re, mi, fa, sol. |
Così ne venne un canto ritmico scanduto, più consono colla musica greca che non il canto gregoriano, il quale procede generalmente per note di valore eguale, riuscendo più monotono e senza cadenze.
Ma quali note servissero al canto gregoriano non consta, se non che menzionano lettere dell'alfabeto, chiavi, linee in su e in giù.
[175]. Gl'inni di s. Gregorio sono: Primo dierum omnium; Nocte surgentes vigilemus omnes; Ecce jam noctis tenuantur umbræ; Clarum decus jejunii: Audi, benigne Conditor; Magno salutis gaudio; Rex Christe factor omnium; Jam Christus astra ascenderat.
[176]. Ad Leandrum, in comm. libri Job.
* Ma nella epistola sinodica raccomanda ai preti d'erudirsi, di avvezzarsi alla urbanità col frequentare i secolari. Ducitur sacerdos ad vetustatem vitæ per societatem secuìarium: cumque indubitanter constet quod externis occupationum tumultibus impulsus, a semetipso corruat, studere incessabiliter debet ut, per eruditionis studium, resurgat. Hinc est quod prælatum gregi discipulum Paulus admonet dicens: Dum venio attende lectioni. Part. 11 e 13.
[177]. Il nome di Esarcato ha doppio senso: nel più esteso, abbraccia tutte le provincie d'Italia sottomesse all'Impero, e nominatamente la Venezia, parte della costa Ligure, l'Emilia, la Flaminia, il Piceno e il ducato di Roma: in senso stretto, indica la parte orientale dell'Emilia e la Flaminia, cioè la Romagna d'oggi; e si distingue dalla Pentapoli, e dal ducato di Roma, che chiudea parte dell'Etruria, colla Sabina, la Campania e parte dell'Umbria.
[178]. Agnelli, Vitæ episc. Ravenn., rer. ital. Script., II. Fin ai dì nostri la battaglia delle sassate si continuò a Roma fra Montesi e Transteverini, con morti e ferite; e Pio VI fece indarno ogn'opera per disradicarla.
[179]. Agnelli, Vita Felicis, l. cit.
[180]. Così Paolo Diacono, e molti dietro lui: ma l'Oldoino, nelle note al Ciacconio, tom. I, p. 422 dell'edizione del 1677, reca un passo ben diverso del canonico romano nella descrizione della Basilica vaticana: Sabinianus papa, sub cujus tempore fuit famis gravis, perfecta pace cum gente Langobardorum, jussit aperiri horrea ecclesiæ, et venundari frumentum populo per unum solidum triginta modios tritici; misericordiæ enim visceribus, ultra quam dici possit affluebat, et quantum in se nullum a beneficio misericordiæ excludebat.