[243]. «Io Lodovico imperatore concedo a san Pietro e a' suoi successori Roma col ducato e coi territorj marittimi e montani, lidi, porti e tutte le città, castelli, borghi, terre di Toscana, ciò sono Porto Civitavecchia, Cervetri, Todi, Perugia colle tre isole Maggiore, Minore e Polvese, col lago, Narni ed Otricoli. Similmente dalle parti della Campania, Segni, Anagni, Ferentino, Alatri, Patricio, Frosinone, colle altre due parti pur di Campania e Tivoli. Anche l'esarcato di Ravenna che Carlo e Pepino restituirono a Pietro apostolo, cioè Ravenna, la Romagna, Bobbio, Cesena, Forlimpopoli, Forlì, Faenza, Imola, Bologna, Ferrara, Comacchio, Adria, Gabello con tutti i confini, isole, ecc. Così la Pentapoli, cioè Arimino, Pesaro, Fano, Sinigaglia, Ancona, Umana, Jesi, Fossombrone, Montefeltro, Urbino e il territorio Valvense, Caglio, Luceolo, Gubbio. Così la Sabina, e nella Toscana de' Longobardi, Città di Castello, Orvieto, Bagnarea, Ferento, Viterbo, Marla, Toscanella, Populonia, Soana, Rosella; e Corsica, Sardegna, Sicilia, con ecc. Ancora nelle parti di Campania, Sora, Arce, Aquino, Arpino, Tiano, Capua, e i patrimonj Beneventano, Salernitano e Napoletano, e della Calabria superiore e inferiore, e dovunque v'ha patrimonj nostri nelle parti del regno e dell'impero a noi da Dio conceduto». Labbe, Concil., tom. VII, p. 1515. — Si noti che vi manca ogni segno cronologico, è tratto da copia informe e non autentica, e l'imperatore avrebbe donato ciò che a lui non apparteneva.

[244].

Plura quid hinc memorem? nam centuplicata recepi

Munera, romanis quæ arcibus extulerat.

Erm. Nigello.

[245]. Barbirasas, i Franchi, a differenza de' Longobardi che aveano barba lunga e puntuta. Agnello, Liber pontif., pag. 180.

[246]. Sono intitolati or conti, or duchi, or marchesi: e questi titoli sono spesso confusi sotto i Carolingi. Forse erano conti di città, duchi di provincia.

[247].

Liber et ingenuus sum natus utroque parente;

Semper ero liber, credo, tuente Deo.