Erchemp., L. Longob. Rer. It. Script., II. p. 1.

Il suo epitafio dell'806, posto in Salerno, dice:

Pertulit adversas Francorum sæpe phalangas,

Salvavit patriam sed, Benevente, tuam.

Sed quid plura feram? Gallorum fortia regna

Non valuere hujus subdere colla sibi.

Anon. Salern., Paralip. Rer. It. Script., II. p. 2.

[248]. Eginardo, ad ann. 815 e 820.

[249]. Astronomus, De vita Ludovici, c. 42.

[250]. Liutprando, IV., 2. La preda fu ripartita così: a ciascuna famiglia d'un morto in guerra cento crus, che sarebbero da dugencinquanta lire; cinquanta alle vedove; per ogni ucciso che non lasciasse famiglia, si diedero cento crus ai poveri del suo quartiere, fosser cristiani o saracini; del resto si fecero quattro parti, una per l'ammiraglio, una per l'emir di Sicilia, due pel califfo.