[251]. Vedi Theodosii monaci Ep. de excidio Syracusarum, Rer. It. Script., tom. ii. p. i. p. 262.

Histoire de l'Afrique arabe sous la dynastie des Aglabites. Parigi 1841: opera di Jusef ebn-Kalidun, fiorito a Tunisi dal 1332 al 1406, e da De Hammer chiamato il Montesquieu arabo; tradotta da Noël des Vergers. V'appare la lotta de' Bereberi contro gli Aglabiti, e come episodio la dominazione di questi in Sicilia.

Camillo Martorana, Notizie storiche de' Saraceni siciliani. Palermo 1832.

T. G. Wenrich, Rerum ab Arabibus in Italia insulisque adjacentibus, Sicilia maxime, Sardinia atque Corsica, gestarum commentarii. Lipsia 1845.

Fr. Testa, Diss. de ortu et progressu juris siculi.

Alfonso Airoldi, Cod. diplom. della Sicilia sotto il governo degli Arabi, tom. i, p. i. p. 384, nota.

Nella Biblioteca arabo-sicula dell'Amari si riscontrano circa cencinquanta scienziati, letterati, poeti musulmani in Sicilia.

[252]. Albertus Aquensis, lib. v. p. 37. Lo zuccaro prosperava in Sicilia: nel 1419 l'università di Palermo assegnava acque per la coltura di esso; nel 1449 Pietro Speciale ne piantò la campagna de' Ficarazzi; nel 1550 un viaggiatore descrive attivissimi i trappeti (aje) dello zuccaro: e principalmente ne erano a Carini, Trabìa, Buonfornello, Roccella, Pietra di Roma, Malvicini, Olivieri, Casalnovo, Schisò, Casalbiano, Verdura, Sabuci, Medica. Federico II obbligò gli Ebrei venuti dal Garbo a piantare presso Palermo l'indaco e altre produzioni esotiche. Molti nomi di paesi siculi hanno etimologia araba, come Calatafimi, Caltabellotta, Caltanisetta, castello di S. Eufemio, delle quercie, delle femine: Misilmeri mansione dell'emiro, Risicanzir, Rasicormo, Rasicalbo, promontorio de' porci, del vertice, del cane: Marsameni, porto delle colonne, Marsala, porto di Dio, ecc.

[253].

Romanus, Francus, Bardusque viator et omnis