[240]. Antonio Vitale scrisse la Storia de’ senatori di Roma: ma è opera che meriterebbe essere rifatta. La storia di Roma fu sempre confusa con quella dei papi.
[241]. Il testo della lega Toscana fu pubblicato da Scipione Ammirato juniore nella Storia dei conti Guidi.
[242]. Suppositus partus, quod testibus adstruere promittebat. Gesta Innocentii III, § 23.
[243]. Ce lo racconta il francese Villehardouin, che v’assisteva in persona. A Paolo Ramusio il giovane, figlio del cosmografo Giovan Battista, il senato veneto diede incarico di tradurre in latino la storia della conquista di Costantinopoli di esso Villehardouin. Esso svolse altre memorie intorno a que’ fatti, e in sedici anni formò l’opera De bello Constantinopolitano, finita il 1573, ma stampata solo nel 1609.
[244]. Fu allora che i Veneziani acquistarono i cavalli di Lisippo, che ornano ora il pronao di San Marco. Narra il Sanuto che nel trasportarli a Venezia si spezzò la gamba di un cavallo: Domenico Morosini, che comandava il vascello di trasporto, impetrò di conservarla come un ricordo; e il consiglio assentì, e ne fece mettere una nuova, ed io ho veduto il detto piede. Questo fatto sfuggì ai descrittori di quel trofeo di tante vittorie.
[245]. Allora Cremona spedì mille persone per arricchirsi delle spoglie di Costantinopoli, come mandò una gran nave sotto Acri.
[246]. Sandi, Storia civile, pag. 620.
[247]. I patti per la imposta di Costantinopoli, stipulati nel marzo 1204 fra la Signoria veneta da una parte, e dall’altra il marchese Bonifazio di Monferrato e i conti di Fiandra, di Blois, di San Paolo, sono stampati nei Monum. Hist. patriæ, Chart. I. 1109, dove pure la cessione che esso Bonifazio fa ai Veneziani dell’isola di Creta e d’altre terre in Levante.
[248]. Decretum venetum ap. Canciani, v. 124.
[249]. La lettera d’Innocenzo III è importantissima per conoscere le pretensioni e il modo di vedere della santa Sede. Regesta Imperii, nota 20 e seg.