Solius est proprium scire futura Dei.

Niteris incassum navem submergere Petri;

Fluctuat et nunquam mergitur ista ratis.

Quid divina manus possit, sensit Julianus;

Tu succedis ei: te tenet ira Dei.

Jordani, Chron., cap. 221.

[334]. Negli Atti dell’Accademia de’ nuovi Lincei, 1851, trovo notizie intorno a Gherardo Cremonese, per B. Boncompagni, raccolta paziente di quanto di lui si ha o si disse, ma nè esame nè giudizio. Importante è un brano inedito di traduzione d’un trattato d’algebra che, se non il più antico, è de’ primi ove fosse insegnata agli Europei questa scienza del raziocinio generale per via della lingua simbolica. Ivi si trova anche il segno negativo, mentre gli Arabi, e così il Fibonacci, non conosceano che quantità positive; eppure si tardò trecento anni a dedurne l’utilissima applicazione, cioè fino a Michele Stifel. La soluzione delle equazioni di secondo grado vi è espressa con questi versi:

Cum rebus censum si quis dragmis dabis equum

Res quadra medias quadratum adjice dragmas,

Radici quorum medias res excipe demum,