Il si fu aggiunto nel secolo XVI da Van der Putten (Erycius Puteanus). Kircher asserisce di aver veduto nella biblioteca dei Gesuiti a Messina un ms. greco antico, con varj inni notati al modo che si dice inventato da Guido. La corda grave ch’egli aggiunse, fu segnata col gamma greco; e poichè questa lettera si trovava così collocata in capo alla scala al modo usato allora, la scala ne prese il nome di gamma. Le prime stampe di note musicali si fecero a Milano, e ognun sa che le diverse espressioni del linguaggio musicale sono italiane.

[340]. I canonisti soggiungevano che, come la terra è sette volte maggiore della luna, e il sole otto volte maggiore della terra, il papato era cinquantasei volte più grande dell’imperatore. Laurentius il fa millesettecentoquattro volte più alto che l’imperatore e i re. Non conosco gli elementi di questi calcoli.

[341]. Regesta, 32. Egli definiva il papa vicarius Jesus Christi, successor Petri, Christus Domini, Deus Pharaonis, citra Deum, ultra hominem, minor Deo, major homine: Serm. de consecr. pont.

I diritti degl’imperatori sono distintamente formolati nello Specchio di Svevia. Tacendo molte altre cose, ivi è prefisso che il re eletto perde il diritto di sua nazione, e deve vivere secondo la legge dei Franchi: nessuno può scomunicare l’imperatore, fuorchè il papa, e questo per tre cause: se dubita della fede ortodossa, se ripudia la moglie, se turba le chiese e le case di Dio. Cristo principe della pace lasciò in terra due spade per difesa della cristianità, entrambe affidate a san Pietro, una pel giudizio secolare, una pel giudizio ecclesiastico: la prima è dal papa prestata all’imperatore (Des weltlichen Gerichtes schwert darlihet der Papst dem Kaiser); l’altra rimane al papa, per giudicare montato su bianco palafreno, e l’imperatore dee tenergli la staffa acciocchè la sella non si scomponga: ciò significa che, se alcuno resiste ostinatamente al papa, l’imperatore e gli altri principi devono costringerlo colla proscrizione. Se si trovano eretici, bisogna procedere contro di essi ai tribunali ecclesiastico e secolare; la pena è il fuoco. Ogni principe che non punisce gli eretici, sarà scomunicato; e se fra un anno non venga a resipiscenza, il papa lo priverà dell’uffizio principesco e di tutte le sue dignità. Si giudicheranno alla pari i poveri ed i signori. Schilter, Antiq. Teuton., tom. II.

[342]. Ita quod ex tunc nec habebimus nec nominabimus nos regem Siciliæ... ne forte aliquid unionis regnum ad imperium quovis tempore putaretur habere. Lunig, Cod. dipl. ital., tom. II. p. 866.

[343]. Guglielmo marchese di Monferrato, dolente che Teodoro Làscari avesse tolto a Demetrio suo fratello il regno di Tessalonica, allestì una spedizione, e non avendo denari, ne chiese a Federico II, dandogli in pegno la più parte delle terre e de’ vassalli suoi in Monferrato. Passato il mare, ricuperò Tessalonica, ma poi morì avvelenato; l’esercito andò scomposto, e non si sa come i beni del Monferrato fossero poi redenti. L’istromento è addotto da Benvenuto di San Giorgio, Cr. del Monferrato sotto il 24 marzo 1224.

[344]. Lib. I. tit. 30, rubr. Quod nullus prælatus, comes, baro officium justitiæ gerat.

[345]. Gregorio, Consider. sopra la storia della Sicilia, vol. III. — Huillard Bréholles pubblica i registri di Federico II; ma finora non uscirono che quelli concernenti la prima metà della sua vita, cioè la meno rilevante. Fra i documenti inediti v’ha molte lettere di Gregorio IX alla Lega Lombarda; altre relative alla crociata, cui pure appella un itinerario di Federico, e una relazione tolta dalla biblioteca imperiale di Parigi; inoltre una cronaca sicula da Roberto Guiscardo al 1250, tratta dall’archivio vaticano.

[346]. Le città del dominio reale, convocate direttamente dalla corona, erano: in Sicilia, Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Augusta, Lentini, Calata Gironi, Platia, Castrogiovanni, Trapani, Nicosia; in terraferma, Gaeta, Napoli, Aversa, Montefuscolo, Avellino, Eboli, Ariano, Policastro, Amalfi, Sorrento, Salerno, Termoli, Troja, Civitella, Siponto, Monte Sant’Angelo, Potenza, Melfi, Molfetta, Vigiliano, Giovenazzo, Bitonto, Monopoli, Bari, Trani, Barletta, Gravina, Matera, Taranto, Brindisi, Otranto, Cosenza, Cotrone, Nicastro, Reggio. La prima intervenzione di buoni uomini fu nel 1241. Solo nel 1265 trovansi chiamati i borghesi al parlamento d’Inghilterra.

[347]. Qua pœna universitates teneantur, quæ creant potestates et alios officiales. Tit. 47.