Ma la bontà divina ha sì gran braccia,
Che prende ciò che si rivolve a lei...
Per lor maledizion sì non si perde
Che non possa tornar l’eterno amore
Mentre che la speranza ha fior di verde....
... L’ossa del corpo mio
Or le bagna la pioggia e move ’l vento
Di fuor del Regno quasi lungo ’l Verde
Onde le trasmutò a lume spento.
Vedasi Davanzati, Della seconda moglie di Manfredi. Tra i più fedeli a costui era stato Matteo da Termini, leggista reputato, e da quello fatto consigliere e giudice della grancorte. Rotto il signor suo, nel cui esercito combattè, fuggì in Sicilia, e caduto in grave infermità, fece voto, se guariva, consacrarsi a Dio. Di fatto entrò agostiniano, col nome di Agostino Novello celando la primitiva grandezza fra studj e penitenze. Si ricoverò agli eremi di Siena, ma quivi il generale dell’Ordine lo volle compagno, poi in Roma fu ordinato sacerdote, e da Nicola IV scelto confessore e sacrista. Assunto generale dell’Ordine, dopo due anni riuscì a liberarsene e tornare alla devota solitudine. Bonifazio VIII il voleva alla sua corte, ma egli ritirato nell’eremo di San Leonardo presso Siena, venne in grand’odore di santità, e quando morì nel 1309, fu ascritto fra i beati. Vedi Capecelatro.