Questo era uno statuto; il Muratori poi, nel vol. II delle Antichità Estensi, adduce i decreti originali, con cui in varj tempi venne conferita ai marchesi d’Este la signoria di Modena e di altre città.

Ivrea nel 1278 sottoponeasi alla signoria di Guglielmo marchese di Monferrato, facendo carta dei patti. Ogn’anno s’elegga dagli uomini d’Ivrea un podestà, che sia delle terre del marchese o suo vassallo o amico; ed esso il confermi: il quale poi eserciti la giurisdizione in Ivrea a nome di esso marchese, senza che questi vi ponga impedimento o divieto; giudichi secondo gli statuti che la credenza d’Ivrea crederà fare, e in difetto di statuti, secondo il diritto. Il marchese abbia in essa città i bandi e le condanne, i pedaggi, le macine, la gabella del sale, e qualunque altra rendita stabilissero gli uomini del Comune; nè possa gravarli di militare, di viaggio o cavalcata od altra esazione senza loro consenso. Il massajo (clavarius) che esiga le varie gabelle, sia eletto dai comunisti, come pure il castellano che custodisca Castelfranco di Polenzo. Il marchese potrà fabbricare in Ivrea una casa; il Comune giurerà fedeltà al marchese, ma non gli individui. Alla morte del marchese potranno esser casse queste convenzioni. Tralasciamo le stipulazioni su oggetti particolari. La carta empisce sette colonne dei Monum. Hist. patriæ, Chart. I. 1512.

[13]. Marchionne Stefani, al 1316, e rubr. 875.

[14]. Cornelio Nipote, in Milziade, avverte omnes et haberi et dici thyrannos, qui potestate sunt perpetua in ea civitate, quæ libertate usa est. E Giovan Villani, IX. 154: «Matteo Visconti fu un savio signore e tiranno».

[15]. Consoli trovatisi a Lucca il 1124, a Volterra il 1144, a Siena il 1145 ecc.; a Pisa già nel 1094.

[16]. Non ripudio del tutto il racconto dei cronisti circa l’espugnazione di Fiesole; ma già prima dell’età da loro assegnata Fiesole e Firenze formavano un solo contado.

[17]. Così i cronisti, ma il castel di Prato è nominato anteriormente.

[18]. Arch. delle riformagioni, lib. XXIX, carte 35. Il Targioni Tozzetti, ne’ suoi Viaggi di Toscana, fu diligentissimo a dare la storia de’ Comuni toscani; nel che lo imitò poi il Repetti, e sarebbe desiderabile si facesse dappertutto. Di molti schiarimenti la illustrò il Manni nei Sigilli.

[19]. Prout unicuique contigit ipsorum per soldum et libram. Delizie degli eruditi toscani, tom. VIII.

[20]. Suddivideansi in Ubaldini da Coldaria, della Pila, di Montaccianico, da Senno, da Gagliano, da Spugnole, da Querceto, dalla Torà, da Susinana, da Castello, da Feliccione, da Peniole, da Ascianello, da Ripa, da Pesce, da Villanuova, da Farneto, da Vico, da Molettiano, da Palude, da Barberino, da Carda, da Palazzuolo, da Carinca, da Apecchio, da Mercatello.