[21].
Ciascun che della bella insegna porta
Del gran barone, il cui nome e il cui pregio
La festa di Tommaso riconforta,
Da esso ebbe milizia e privilegio.
Dante, Par., XVI.
[22]. Malevolti, Istorie sanesi, part, I e II.
[23]. Il nome di Bellincion Berti ne richiama la storiella della Gualdrada sua figlia. Ottone IV imperatore vedendola, chiese di chi fosse quella bellissima fanciulla; e Bellincione, che gli era accanto, rispose: — È figliuola di tale, che gli darebbe l’animo di farvela baciare». Ma la fanciulla arrossendo soggiunse: — Padre, non siate sì libero promettitore di me; chè non mi bacierà mai chi non sia mio legittimo sposo». Del che lodandola, l’imperatore la fece sposare a un conte Guido con lauta dote.
[24]. Allora i Pisani furono costretti cedere il forte di Motrone, posto al mare presso la cittadina che fu detta Pietrasanta, dal podestà di quell’anno Guiscardo da Pietrasanta milanese. I Fiorentini stanziarono distruggerla, come costosa e difficile a tenersi. I Pisani, temendo la conservassero, e così tenessero un piede sul mare, spedirono a Firenze chi segretamente persuadesse a demolirla. L’incaricato si diresse ad Aldobrandino Ottobuoni, cittadino povero, molto ascoltato; e gli offerse quattromila zecchini se inducesse i suoi colleghi a ciò che appunto il giorno innanzi era stato risolto. Aldobrandino argomentò che, se i Pisani desideravano tanto la distruzione di quel forte, segno era che tornava meglio conservarlo; onde agli anziani seppe ciò persuadere, e la sua generosità non fu conosciuta se non per opera dei nemici. G. Villani, vi. 63. I vincitori di Monteaperti lo cavarono dal sepolcro ove da tre anni posava, e lo trascinarono in una cloaca.
[25]. Guelfi et Ghibellini, ms. della biblioteca Riccardi, n.º 1878 f. 19.