[35]. Foglietta, lib. V; Ann. Genuenses, lib. X.

L’ira fra le repubbliche manifestavasi anche in atti diplomatici. Del 1284, 13 ottobre, abbiamo la carta dell’alleanza de’ Genovesi e Lucchesi con Fiorentini contro Pisani, e comincia: Instante persecutione valida Pisanorum, quorum virus nedum vicinas partes infecerat, verum pene maritimas universas, ita quod per Comunia infrascripta vix poterat tollerari; pro tali zizania de terra radicitus extirpanda, quæ etiam messem dominicam dudum sua contagione corrumpere incoavit, et ipsorum perfidia refrenanda.... quia innocentes tradit exitio qui multorum non corripit flagitia; idcirca, Jesu Christi nomine invocato, et B. V. Mariæ etc.... et B. Sisti, in cujus festivitate civitas Januæ immensum triumphum habuit contra Pisanos, ipsorum Comunium perfidos inimicos... societatem, fraternitatem et pacta quæ in infrascripta societate continentur, fecerunt adinvicem etc. E seguono otto colonne dei Monum. Hist. patriæ.

[36]. Moltissimi atti di tutto ciò si hanno nel Liber jurium.

La credenza del 1290 prese ordine di far armare cenventi galee, stabilendo che Genova contribuisse due terzi degli uomini; gli altri erano ripartiti sopra il restante territorio, delle cui proporzioni è indizio il numero degli uomini fissato per dieci galee come segue: Roccabruna dovea dare due uomini, Mentone tre, Ventimiglia cinquanta, Poggiorinaldi tre, San Remo e Ceriana sessanta, Taggia venticinque, Porto Maurizio cinquanta, Pietra dieci, Santo Stefano cinque, i conti di Ventimiglia trentatre, Lingueglia e il Castellaro quindici, Triora cinquanta, Diano quaranta, Cervo quindici, Andora trenta, Albenga sessantadue e il suo vescovado quarantacinque, il marchese di Clavesana quaranta, Cosio e Pornassio otto, Finale sessantadue, Noli venticinque e il suo vescovado tre, Cugliano dieci, Savona sessantadue, Albissola sei, Varazze e Celle cinquanta, Voltri cento, Polcèvera settantacinque, Bisagno cento, Recco venti, Rapallo trenta, Chiavari cento, Sestri settantacinque, Levanto venti, Passano e Lagnoto tre, Materana e i due Carodani cinque, Corvara cento, Carpena settantacinque, Porto Venere venticinque, Vezzano diciotto, Arcola dieci, Trebiano tre, Lèrici tre; cioè in tutto millecinquecentoquarantatre.

Il Varagine dice che nel 1203 la Liguria allestì una flotta di ducento galee, ognuna con ducentoventi in trecento uomini, cioè quarantacinquemila combattenti, eppur ne rimasero abbastanza per armarne altre quaranta, senza sguarnire la città e le riviere. Poniamo novemila i rimasti, la popolazione marittima sarebbe stata di cinquantamila teste; e ritenendola un sedicesimo della popolazione totale, porterebbe questa a circa novecentomila abitanti. Nella Storia delle alpi Marittime del Gioffredo sono riferiti molti di questi riparti, con assai particolarità della storia genovese.

[37]. Monum. Hist. patriæ, pag. 190. Leges municipales.

[38]. Gioffredo, op. cit.

[39]. Gioffredo, col. 666.

[40]. Un comune di signori è indicato nel diploma con cui Enrico III nel 1014 confermava hominibus majoribus habitantibus in marchia saonensi tutte le cose e proprietà del mare sin a metà del monte, e le ville, i livelli, le pescagioni e caccie ch’erano soliti avere; in quel tratto non si fabbrichino castelli, nè si metta alcuna sovrimposta. Monum. Hist. patriæ, Chart. I. 404.

[41]. Monum. Hist. patriæ, pag. 284. Leges municipales.