E per mostrar a tutti sempre seno (senno).
Sul fine della Repubblica veneta, quando tutto dovea sonare democrazia, taluno propose di ripristinar l’onore del Tiepolo, come benemerito d’aver tentato spezzare quell’oligarchia, di cui non era male che allora non si dicesse, erigergli un monumento, e fargli esequie anniversarie. Vi fu chi osò porre in dubbio i costui meriti; atto coraggioso in tempo che si considera empietà ogni irriverenza agl’idoli del giorno: molto si scrisse pro e contro, e intanto arrivarono i tempi da non curar più nè le infamie nè le glorie passate. La colonna andò poi a smarrirsi in una villa del lago di Como.
[46]. Il nome d’inquisitori di Stato venne in uso nel 1600; prima chiamavansi inquisitori del consiglio dei Dieci. Dallo spoglio degli archivj si trova che fecero
| dal 1573 al 1600 | processi | 73 | |
| dal 1600 al 1700 | — | 554 | |
| dal 1700 al 1773 | — | 646 | cioè sei all’anno. |
[47]. Chron. Novalicense, v. 14.
[48]. Monum. Hist. patriæ, Chart. I. col. 217.
[49]. Tra altri, frà Salimbeni racconta che nel 1216 gelò sì fattamente il Po, che le donne vi menarono un ballo, e i cavalieri una giostra. Il Gennari, negli Annali di Padova al 1302, soggiunge che, sul fine del secolo passato, essendosi gelato il Bacchiglione, quei di Pontelongo vi fecero una festa da ballo, alla quale accorse tutto il vicinato.
[50]. In un registro dell’archivio civico di Vercelli sta un curioso catalogo delle robe che, nel 1203, i Pavesi aveano rubate dal castello di Robbio, col rispettivo valore, e di cui si domandava il rintegro: tre cavalli lire novantasei: ventiquattro loriche, trentanove pancere, ventun capironi, quarantuna maniberghe, trentotto canberìe in tutto lire seicentosedici e soldi otto; scudi quarantasei, altrettante spade; schinieri ventiquattro, falcioni sedici; poi dodici botti, quattro bottali, due tini; carraletti due, quattro coltrici, due cuscini, e così via.
[51]. Il duca d’Atene proibì ai Fiorentini di portar merci a San Geminiano perchè non volle rimpatriare certi sbanditi. Lo statuto di Chieri vuole che, chi ricetta un omicida, paghi venticinque lire; se non le ha, gli si guasti la casa e tagli la vigna. Cibrario, Economia pol. del medio evo.
[52]. Lo statuto di Mantova a lunghissimo provvede intorno ai cavalli e ai difetti loro. Ivi (lib. IV. rub. 17) è ordinato che in ogni terra di quindici famiglie (habente XV lares) siavi un ferrajo e sufficiente quantità di chiovi e ferri pei cavalli d’arme che passassero.