Ac proponendo vincenti præmia curso.
De bello balearico. Rer. It. Scrip., VI.
Radevicus, De gest. Friderici Aug., lib. ii. c. 8.
Dante, Inf., XXII. E Fazio degli Uberti nel Dittamondo:
Giovani bagordare alla quintana,
E gran tornei e l’una e l’altra giostra
Far si vedea con giochi nuovi e strani.
[91]. Abbiamo manoscritte le particolarità d’una giostra ordinata il 1481 da Alvise Vendramin in Treviso, dove compajono Bernardino da Pola con cento cavalli, cinquanta mori con banderuole e targhe alla turchesca, tamburi, nacchere, trombe otto, con diciassette sopravesti fra oro, argento e seta; Stefano dal Corno con altrettanti cavalli, quattro staffieri vestiti di restagno d’oro, dieci sopravesti d’oro e argento, trombe, pifferi, quattro elmi forniti d’oro, con quattro garzoni di dieci anni vestiti d’oro; Giovanni da Onigo cencinquanta fanti e cencinquanta cavalli, e trenta garzoni vestiti all’antica e con schinieri; Orlandino Braga con ottanta cavalli e trenta fanti con targhe e bastoni all’antica; Lionardo Volpato con cento pedoni aventi celate d’argento con coda di volpe, ducento cavalli, quattro buffoni, un carro trionfale con un monte alto trenta piedi con cinquantasei putti sui quattro gradini, e due draghi che li conducevano, e trenta Mori vestiti di bianco. Cecco da Pola avea venti fanti, dieci fauni, due ciclopi e una montagna con Eolo e i quattro venti; dalla quale usciti uomini silvestri ignudi, combatterono coi fauni. Aggiungi un Cupido con trenta fantolini a cavallo nudi con facelle in mano, e ducento ninfe; e un trionfo con un Ganimede in cima, e Vulcano con quattro putti: il qual trionfo era tirato da due centauri, con quattro giganti uccisi dalle saette, e Nettuno, e dietro ducento cavalli e dieci trombe. Girolamo da Verona ebbe cento cavalli, e venti sopravesti di più sorta, e cento pedoni con una carica di selvaggina, da cui uscirono dodici animali con teste di lupo: Girolamo Gravolin cento cavalli e cinquanta fanti, e un Ercole armato sopra un leone della grossezza d’un bue: Sosio da Pola, Stefano e Strafagio Azoni cencinquanta cavalli, quaranta sopravesti d’oro, argento e seta, ducento fanti con corazze, spiedi, ronconi, scudi, con un trionfo a tre gradi, dov’era in cima Marte trionfante; ed altre bellezze, che non poterono però compirsi in grazia del tempo. La giostra durò dalle quindici ore fino alle ventitrè e mezzo, e premio furono trentasei braccia di panno cremisino, foderato di vaj. Alla giostra presero parte quattordicimila persone. — Ap. Cicogna, Iscriz. veneziane, tom. I. 355.
[92]. Tal solennità è descritta da un chierico Pier di Matteo da Pionta, che un’altra, ma meno magnifica, ne avea veduta nel 1240.
[93]. Boccaccio, Introduzione; Aulico Ticinese, De laud. Papiæ, cap. XIII.