[129]. Per quelle opere riceveva soldi otto al giorno; il suo figlio Giovanni quattro; sei gli altri allievi.

[130]. La cronologia di queste opere è emendata dal Rosini, St. della pittura italiana esposta coi monumenti, Pisa 1840 e seg., e dal p. Marchesi. Vedi pure Davia, Mem. storico-artistiche intorno all’arca di San Domenico. Bologna 1838.

[131]. Il Davia trovò il documento originale, con cui i frati Minori nel 1288 ne danno la commissione a questi, per ducati 2150 d’oro.

[132]. Egidio Boucher nel 1612 vedeva quelle pitture ad Aquisgrana, e vi lesse questi versi:

A patriæ nido rapuit me tertius Otto....

Claret Aquisgranæ tua qua valeat manus arte.

E nel suo epitafio:

Qua probat arte manus dat Aquis dat cernere planum

Picta domus Karoli rara sub axe poli.

[133]. In Napoli vedeasi Federico II in trono, e Pier delle Vigne in cattedra, e lor davanti il popolo che chiedeva giustizia con questi versi: