[182]. Crede la prima lingua creata coll’uomo, ed essere stata l’ebraica. Al contrario, nel Paradiso l’avea creduta d’origine naturale, e che fosse perita. Egli sosteneva che al primo uomo fosser rivelate tutte le scienze:

Tu credi che nel petto, onde la costa

Si trasse per formar la bella guancia,

Il cui palato tanto al mondo costa,

Qualunque alla natura umana lece

Aver di lume, tutto fosse infuso.

Par., XIII.

[183]. Vulg. eloq., I. 15. Eppure già erano fioriti un Giovanni da Modena, un Anselmo e un Antonio dal Berrettajo ferraresi; e a Reggio diversi della famiglia da Castello, e un Gherardo che corrispose di sonetti con Cino da Pistoja; poi furono ferraresi il Bojardo, l’Ariosto, il Minzoni, il Monti.

[184]. La dimostrazione di fatto può vedersi in Galvani, Sulla verità delle dottrine perticariane nel fatto storico della lingua. Milano 1845, pag. 124 seg. E vedasi il Manzoni.

[185]. Non credo cantato il poema, bensì le poesie amorose, alcune delle quali supremamente soavi, come questa: