Quantunque volte, lasso, mi rimembra
Ch’io non debbo giammai
Veder la donna ond’io vo sì dolente,
Tanto dolore intorno al cor mi assembra
La dolorosa mente,
Ch’io dico, Anima mia, che non ten vai?
[186]. Karolensis ponatur in igne ut accendatur; et sic totus calidus et accensus ab igne imprimatur in facie illius vel illorum qui karolensem pro minori quantitate dederint vel expenderint. Decreto dei 1268.
[187]. Capitoli del regno di Napoli, novembre 1275.
[188]. Nicola Buscemi, Vita di Giovanni da Procida, 1841. — Michele Amari (Un periodo della storia siciliana, Palermo 1842) sfronda l’alloro che la storia e la poesia attribuirono a Giovanni da Procida e a Ruggero di Loría, ch’e’ chiama stranieri perchè della terraferma. Molti lo confutarono.
[189]. Ap. Raynald., ad 1267, § 4.