[40]. Rossi, Elogi storici, pag. 150; Capriolo, Storie bresciane; Rizzardi, Storia Asolana manoscritta.

[41]. Filippo Borromeo di Lazzaro, coll’ajuto de’ Milanesi cacciò da San Miniato sua patria i Fiorentini; ma poi da un capitano tradito a questi, fu ucciso il 1350. La Talda, sorella di Beatrice Tenda, ebbe quattro maschi. Andrea, dottorato in Padova e cavaliere aurato; Borromeo tesoriere di Padova al tempo de’ Carraresi, i quali temendolo ed invidiandolo gli cercarono cagione addosso e lo arrestarono, nè potè uscire di carcere che pagando ventiduemila scudi d’oro: egli per vendicarsene istigò Visconti e Veneziani finchè abbatterono il Carrarese. Borromeo coi fratelli Alessandro e Giovanni si piantò a Milano, e v’ebbero la cittadinanza il 1394, e tennero casa a Santa Maria Podone. Borromeo nel 1400 stette mallevadore per dodicimila scudi del marchese di Monferrato, in un accordo di questi coi Visconti. Giovanni fu consigliere e capitano di Gian Galeazzo; da Gian Maria nel 1403 ebbe in feudo Castell’Arquato e tutta la val di Taro col titolo di conte; e fu principale autore del matrimonio di Filippo Maria con Beatrice Tenda. Esso Filippo diè pure la cittadinanza milanese a Vitaliano Vitelliani, nipote per sorella di Giovanni, e diritto di conseguirne l’eredità e il cognome; lo fe tesoriere generale e consigliere nel 1439; nel 42 l’investì della rôcca d’Arona, come conte di Canobbio e sua valle; nel 46 di Ugogna e Margozzo: ed è lo stipite de’ Borromei di Milano, Galeazzo, Antonio, Giovanni, figlio del Giovanni suddetto, si mutarono a Venezia, dove sono ricordati nella chiesa di Santa Elena, da essi eretta ed arricchita. V. Coronelli, Bibl. universale, tom. VI. p. 790.

[42]. Anche nel 1689 Pietro Ottobon dal prozio Alessandro VIII fu fatto cardinale, e prestò molti servizj alla Serenissima; e ottenne da questa fosse rimesso in grazia il proprio padre Antonio, disgradato perchè era divenuto generale di Santa Chiesa. Ma essendo stato eletto protettore della corona di Francia alla Corte pontifizia, il senato si oppose; e avendo egli non ostante spiegato le insegne di Francia, fu abraso dal libro d’oro, confiscatogli il patrimonio, sospesa ogni rendita de’ suoi beni ecclesiastici nel dominio veneto.

[43]. Mutilasti Imperium Mediolano et provincia Longobardiæ, quæ juris S. B. Imperii fuerant, redeuntibus inde ad imperium amplissimis emolumentis; in qua ditione mediolanensi veluti minister S. B. Imperii partibus fungebatur, cum tu contra, accepta pecunia, Mediolani ducem et comitem papiensem creasti. Così gli elettori nel deporre Venceslao.

[44]. Jus, quod ex dictis concessionibus et citationibus in feudo dictorum ducatuum et comitatum habemus, nobis et nostris successoribus in Imperio salvum maneat et illesum. Lünig, Italia dipl., I. 480.

[45]. Quella Repubblica fu censurata dal Corio per blandire i duchi, e dal Verri per stizzosa allusione alla Cisalpina; ma più che alle ironiche declamazioni di questo, credo ai documenti del Rosmini. Il Leo, tra gli errori onde ribocca la sua Storia d’Italia, dice che il Rosmini, «per biasimare la repubblica, produce molte ordinanze sulla religione, le scienze, la politica». Lo fa pel preciso contrario. Nell’archivio del duomo è un’ordinanza de’ capitani del 14 agosto, nella quale, poichè Altissimi clementia ineffabili.... antiquissimam auream et sanctam libertatem urbs hæc feliciter reassumpsit, stabiliscono un’oblazione annua; e sotto l’11 agosto, in riconoscenza a Dio quod ad dulcissimum reipublicæ et libertatis statum nos reduxit, ordinano una processione a Sant’Ambrogio.

[46]. Nella battaglia di Morat servivano al duca di Borgogna quindicimila Lombardi, il cui capitano Antonio Corradi di Lignana vercellese vi perì.

[47]. Arch. storico, XIII. 311.

[48]. Historia desponsationis et coronationis Friderici III et conjugis ipsius, auctore Nicolao Lankmano de Falkenstein. Ap. Pez, ii. 569-602.

[49]. Spino, Vita di Bartolomeo Coleone, pag. 255. La costui biografia fu scritta in latino da Antonio da Cornazzano, che con altri letterati e artisti vivea nel castello di lui; onde il ritrasse con colori lusinghieri che la storia smentisce.