Curia romana non petit ovem sine lana;

Dantes exaudit, non dantibus ostia claudit;

invece di convocar tutti, dicendo, Venite e troverete il riposo delle anime, il papa esclama: Venite alla mia corte, vedetemi nella mia magnificenza maggior di Salomone; venite, vuotate le vostre borse, o troverete la perdita delle vostre anime».

[57]. — Pregovi da parte di Cristo crocifisso, che piaccia alla santità vostra di spacciarvi tosto. Usate un santo inganno, cioè parendo di prolungare più dì, e farlo poi subito e tosto; che quanto più presto, meno starete in queste angustie e travagli. Anco mi pare che essi v’insegnino, dandovi l’esempio delle fiere, che quando campano dal lacciuolo, non vi ritornano più. Per infino a qui siete campato dal lacciuolo de’ consigli loro, nel quale una volta vi fecero cadere quando tardaste la venuta vostra; il quale lacciuolo fece tendere il demonio perchè ne seguitasse il danno e il male che ne seguitò: voi come savio, spirato dallo Spirito Santo, non vi cadrete più. Andianci tosto, babbo mio dolce, senza verun timore; se Dio è con voi, veruno sarà contra voi. Dio è quello che vi move, sicchè egli è con voi; andate tosto alla sposa vostra, che vi aspetta tutta impallidita, perchè li poniate il colore.

«Sia in voi un ardore di carità per sì fatto modo, che non vi lasci udir le voci dei demonj incarnati e non vi faccia temere il consiglio de’ perversi consiglieri fondati in amore proprio, che intendo vi vogliono metter paura per impedire l’avvenimento vostro dicendo, Voi sarete morto. E io vi dico da parte di Cristo crocifisso, dolcissimo e santissimo padre, che voi non temiate per veruna cosa che sia. Venite sicuramente, confidatevi in Cristo dolce Gesù; chè, facendo quello che voi dovete, Dio sarà sopra di voi, e non sarà veruno che sia contra voi. Su virilmente, padre, ch’io vi dico che non vi bisogna temere: se non faceste quello che doveste fare, avreste bisogno di temere. Voi dovete venire; venite dunque, venite dolcemente senza verun timore.

«Su dunque, padre, e non più negligenza; drizzate il gonfalone della santissima eroce, perocchè coll’odore della croce acquisterete la pace. Pregovi che coloro che vi sono ribelli voi gl’invitiate ad una santa pace, sicchè tutta la guerra caggia sopra gl’infedeli. Spero per l’infinita bontà di Dio, che tosto manderà l’ajutorio suo. Confortatevi, confortatevi, e venite, venite a consolare i poveri e servi di Dio e figliuoli vostri; aspettiamovi con affettuoso e amoroso desiderio...»

Di santa Caterina abbiamo tre lettere a Gregorio XI, nove a Urbano VI, otto a varj cardinali, due a Carlo V di Francia, quattro alla regina Giovanna, le altre a prelati, a religiosi, a laici.

[58]. Vedi principalmente la parte II. cc. 16, 17, 21, 25 del Defensor pacis, stampato poi nel 1523. Al c. 28 è chiamata esecrabile la pienezza del potere invocato dai papi.

[59]. Colla costituzione Exiit qui seminat, nel VI delle Decretali, tit. De verb. signif. — Vedi tom. VI, pag. 353.

[60]. Quorum exigit, nelle Estravaganti, tit. De verb. signif.