Un rivolo che l’erba intorno bagni,

Un augelletto che d’amor si lagni,

Acqueta molto meglio i nostri ardori;

L’ombrose selve, i sassi e gli alti monti,

Gli antri oscuri e le belve fuggitive,

Qualche leggiadra ninfa paurosa.

Quivi vegg’io con pensier vaghi e pronti

Le belle luci come fosser vive;

Là me le toglie or questa or quella cosa.

[113]. Schroeck, Allgem. Geschichte, vol. XXXII, p. 90.