[154]. Si volle supporre non sia che un capitolo dell’opera di Leon Battista Alberti: ma altri crede che questi possa nella sua avere inserito il trattato del Pandolfini.

[155]. Senilium, XV. 5; Familiarium, II. 4. IV. 9. VI. 6; Hort. ad Nicolam Laurentii.

[156]. Il manoscritto d’Arona, che sta nella biblioteca di Torino, e che da un’assemblea di dotti erasi giudicato antico di cinque secoli, Daunou e Hase, valentissimi paleografi, nol fanno anteriore al secolo XV. Galeani Napione, poi De Gregory (Mém. sur le véritable auteur de l’Imitation de Jésus-Christ, 1827; e Histoire du livre de l’Imitation de Jésus-Christ et de son véritable auteur, Parigi 1843) sostennero i diritti del Gersenio di Vercelli. A provarlo d’un Tedesco si addusse testè quel passo del lib. IV. c. 5, ove dice che il sacerdote, vestito dei sacri arredi, ha davanti e di dietro la croce del Signore. Ora la pianeta degli Italiani e de’ Francesi non ha la croce che di dietro.

Celebrandosi il suo centenario nel 1874 ed ergendosegli un monumento, si pubblicarono molti opuscoli in favore dell’abate Gersenio.

[157]. Lib. II. c. 12.

[158]. Narrando che Federico II aveva imposto alcun dazj nuovi senza attribuirne un terzo alla Chiesa, soggiunge che l’anima di lui requiescit in pice et non in pace.

[159]. Alidosi, Instructione ecc. Forse questi tentativi avevano dato coraggio a Leonardo da Vinci di fare un modello col quale «mostrava voler alzare il tempio di San Giovanni di Firenze e sottomettervi le scalee senza rovinarlo». Vasari, Vita.

[160]. La sua opera è stampata «sulle rive del Benáco, nel quale si pescano i migliori carpioni, e le cui rive sono sparse di belle antichità». Uno de’ trattatelli suoi è intitolato: Modus solvendi varios casus figurarum quadrilaterarum rectangularum per viam algebræ. Nº cioè numero, indica il noto; Co cioè cosa, l’incognito; il quadrato Ce (censo); il cubo, Cu; p ed m vagliono + e -. Dove oggi scriviamo 3x + 4x2 - 5x3 + 2x4 - 6, allora facevasi 3 co. p. 4 ce. m. 5 cu. p. 2 ce. m. 6 .

Guglielmo Libri farebbe il + e il - inventati da Leonardo da Vinci; mentre Chasles (Aperçu historique sur l’origine et le développement des méthodes en géométrie, Bruxelles 1837), gli attribuisce a Stiffels.

«E perchè noi seguitiamo per la maggior parte Lionardo Pisano (Fibonacci), io intendo di chiarire che quando si porrà alcuna proposta senza autore, quella sia di detto Lionardo». Queste parole della Summa de arithmetica geometria purghino il Pacioli dalla taccia datagli di plagiario.