Illa nempe die morte mala non morieris
millesimo CCCXX tertio.
Ma il signor di Reiffenberg, direttore della biblioteca reale di Bruxelles, acquistò una Madonna con varj santi, intaglio colla data 1318. Vedi pure W. A. Chatto, Treatise on vood engraving historical and practical. Londra 1839, con ducento belle vignette.
[174]. I Feltrini pretendono che Pamfilo Castaldi, loro concittadino e buon umanista, conosciuti gli studj del Guttenberg per istampare, a Faust suo discepolo additasse che si potrebbe far meglio che con tavolette stereotipe, cioè formar le lettere distinte, come quelle che già si usavano dai mercanti per far le iniziali e intestazioni sui loro libri. Si parlò molto questi ultimi anni di tale gloria; ma l’asserzione del cronista frate Cambiuzzi non è appoggiata a nessun documento. I meriti del Guttenberg sono chiariti da Ambrogio Firmin Didot nella Nouvelle Biographie générale.
[175]. Annali della stampa in Italia.
- 1465. Subiaco.
- 1467. Roma.
- 1469. Venezia, Parigi, Milano, il poema sacro di Aratore e le epistole latine di uomini illustri: ma non sono ben sicuri; bensì Alchuni miraculi de la gloriosa Verzene Maria per Filippo Lavagna, che portò la stampa a Milano, con Antonio Zarotto e Cristoforo Valdarser.
- 1470. Verona, Foligno, Pinerolo, Brescia.
- 1471. Bologna, Ferrara, Pavia, Firenze, Napoli, Savigliano.
- 1472. Mantova, Parma, Padova, Mondovì, Jesi, Fivizzano, Cremona.
- 1473. Messina.
- 1474. Torino, Genova, Como, Savona.
- 1475. Modena, Piacenza, Barcellona, Cagli, Casole, Perugia, Pieve di Sacco, Reggio di Calabria.
- 1476. Pogliano, Udine. Primo libro greco a Milano.
- 1477. Ascoli, Palermo.
- 1478. Cosenza, Colle.
- 1479. Tuscolano, Saluzzo, Novi.
- 1480. Cividale, Nonantola, Reggio.
- 1481. Urbino.
- 1482. Aquila, Pisa.
- 1484. Soncino, Chambéry, Bologna, Siena, Rimini.
- 1485. Pescia.
- 1486. Chivasso, Voghera, Casalmaggiore.
- 1487. Gaeta.
- 1488. Viterbo.
- 1490. Portese.
- 1495. Scandiano.
- 1496. Barco.
- 1497. Carmagnola, Alba.
[176]. Serra, Discorso IV, pag. 215.
[177]. Impressa per magistrum Dionysium Paravisinum con caratteri, dicesi, fusi da Demetrio Cretese. A Milano si stampò nell’80 Esopo e Teocrito; nell’81 il Psalterio greco. Vedasi Humphreys, A history of the art of printing.
[178]. Renouard scrisse, negli Annales des Aldes, che Manuce occupa et occupera longtemps et sans aucune exception le premier rang parmi les imprimeurs anciens et modernes. La lode parve esagerata a Firmin Didot, che dice doverglisi eterna riconoscenza per l’attività adoprata a pubblicare tanti classici, e per la bella esecuzione tipografica; ma lo appunta di scarsa correzione, e allega un passo di lettera, ove Aldo dice d’essere così occupato, che appena ha tempo, non che di correggere, di scorrere i libri che stampa: Vix credas quam sim occupatus. Non habeo certe tempus, non modo corrigendi, ut cuperem, diligentius qui excusi emittuntur libri cura nostra, sed ne perlegendi quidem cursim. Di lui discorse pienamente esso Ambrogio Firmin Didot nell’Alde Manuce et l’Hellenisme à Venise. Parigi 1875.
[179]. Il primo libro in Italia ove il disegno figurasse bene negli intagli stampati insieme coi caratteri, o, come diciamo oggi, illustrato, è l’Ypnerotomachia, per Aldo, nel 1499, con belle figure che sono del Mantegna o almeno della sua maniera. Sono a tratti, e l’ombra è indicata da linee più o men lunghe. Ma già le favole d’Esopo, stampate a Verona il 1481 e a Venezia il 1490 con intagli, e quelle di Napoli del 1485 in 4º grande, ne hanno 87, però grossolani. Nel 1497 maestro Lorenzo de’ Rossi di Ferrara stampò molti libri, con figure a tratti, quali la Vita et epistole di sancto Jeronimo; il Boccaccio De claris mulieribus, ecc.