[180]. Esiste il contratto tra il celebre frà Jacopo Filippo Foresti e lo stampatore Bernardino Benaglio di Bergamo per l’edizione del supplemento alle Cronache d’esso frate, il 7 gennajo 1483. Dovevano stamparsi in Venezia a non più di seicentocinquanta copie; l’autore promette rilevarne ducento a novanta marchetti per copia. Egli intendeva dedicar l’opera al magnifico Marcantonio Morosini nobile veneto «se lui vole exborsare sedici ducati per lo correctore; et casu quo non pagasse ditti sedici ducati, non ge la debba intitulare, sed a chi parerà a ditto frate Jacopo Filippo». Realmente la intitolò alla città di Bergamo, che gli regalò cinquanta ducati d’oro, da lui adoperati a vantaggio del proprio convento. Tiraboschi, tom. VI. l. c. IV. §32.
[181]. I privilegi concessi ad Aldo furono pubblicati da Armand Baschet. Venezia 1867.
[182]. Nell’archivio di Siena, Denunzie del 1491, Bernardino di Michelangelo Cignoni scrive: — Pell’arte mia non si fa niente; pell’arte mia è finita, per l’amore dei libri, che li fanno in forma che non si miniano più».
[183]. Tachygraphia veterum exposita et illustrata ab Ulrico Fred. Knopp. Manheim 1817, vol. II. Sì poco sperava nella riconoscenza de’ contemporanei, che vi antepose questa scoraggiata dedica: Posteris hoc opusculum, æqualium meorum studiis forte alienum, do, dico atque dedico.
[184]. Tripudiamo anche noi col bibliotecario Maj, allorchè, di sotto ai versi di Sedulio, gli apparve Cicerone: O Deus immortalis! repente clamorem sustuli. Quid demum video? En Ciceronem, en lumen romanæ facundiæ, indignissimis tenebris circumscriptum! Agnosco deperditas Tullii orationes; sentio ejus eloquentiam ex his latebris divina quadam vi fluere, abundantem sonantibus verbis, uberibusque sententiis.
[185]. Vedi Sacchetti, Nov. 178; e le canzoni di esso pubblicate nel Giornale arcadico, febbrajo 1819. Della mania d’imitar le foggie e i parlari stranieri move lamenti anche il Petrarca. Vedi Muratori, Antiq. M. Æ., diss. XXV.
[186]. Storia fiorentina, IX.
[187]. Historia di Conforto Pulice. Rer. It. Script., tom. XIII.
[188]. Il gallo era lo stemma di Murano.
[189]. Cronaca veneziana, § 266. A Venezia era un magistrato suntuario, i provveditori sopra le pompe.