[259]. La più antica menzione delle Arti fiorentine è in un trattato del 1204 tra i Fiorentini e quelli della Capraja. Hæc sunt sacramenta, quæ potestas et consules communis, consules militum, priores artium etc. fecerunt. Ap. Targioni, tom. I. p. 66. Viaggi.
[260]. Statuto dell’arte di Calimala. Merita d’esser visto pei molti savj regolamenti, frapposti ad altri superflui, e attestanti una civiltà molto sviluppata. Vi sono sempre determinate le elemosine da dare alle famiglie e alle vedove degli associati.
[261]. Nel 1280 il conte Bertoldo, per indur pace fra’ Lambertazzi e Geremei, convocava i signori e il popolo, tra il quale i consoli delle compagnie del Leone, de’ Beccaj, de’ Lombardi, de’ Toscani, delle Stelle, della Branca, del Griffone, dell’Aquila, delle Spade, delle Sbarre, de’ Leopardi, delle Schife, delle Traverse, delle Ballerie, de’ Castelli, de’ Quartieri, delle Chiavi, dei Balzani, della Branchetta, de’ Vari, degli Stracciajuoli, comminando a ciascuna compagnia duemila marche se non comparissero. Quest’erano compagnie d’armi. Di arti erano quelle dei Cordovanieri, delle Stelle, de’ Cambiatori, de’ Mercanti, de’ Notari, de’ Caligari, de’ Calzolaj, de’ Pescatori, de’ Pellicciaj, vecchi e nuovi, de’ Linaruoli, de’ Conciatori e Cuojaj, de’ Drappieri, de’ Falegnami, de’ Muratori, de’ Fabbri, de’ Sarti, dei Bacilieri.
Le arti in Genova verso il 1250 erano albergatori e osti, arcadori, balestraj, bambagiaj, barbieri, barilaj, sellaj, calzajuoli, calzolaj, cappellieri, cambiatori, correggiaj, coltellinaj, drappieri, funajuoli e fabbricatori di vele, fornaj, giojellieri, minutieri, orefici, macellaj, maestri di ascia, calafati, muratori, legnajuoli, conciapelli, pescatori, remolaj, sartori, canovaj, incettatori di grasce, scudaj, spadaj, speziali, tavernaj, tintori, tornitorj, facitori di travi e puntelli, ciotolaj; in tutto trentatre maestranze, e non v’appare distinzione di maggiori e minori. V. Serra, Annot. al lib. IV; ma discordiamo da lui sul senso di callegarii e zotolarii.
Delle arti di Firenze si vedono gli stemmi scolpiti sul Magistrato della Mercatanzia, ora uffizio del Bollo; e sono per l’arte di Calimala aquila d’oro su balla bianca in campo rosso; pei cambiatori, fiori d’oro in campo vermiglio: pe’ giudici o notaj, stella d’oro in azzurro; pe’ medici e speziali, la Madonna col bambino in fondo rosso; pe’ lanajuoli, agnello bianco con bandiera vermiglia; setajuoli, porta rossa in campo bianco; per i pellicciaj e vajaj, vaj bianchi e celesti, e agnello con bandiera e croce. Delle arti minori portarono, i beccaj, montone nero in campo bianco; i calzolaj, tre traverse nere in campo bianco; cuojaj, scudo metà bianco e vermiglio; muratori e scarpellini, scure in campo rosso; oliandoli, leone rosso rampante con olivo; linajuoli, bandiera a metà bianca e nera; magnani, due chiavi legate in campo rosso; spadaj e corazzaj, corazza e stocco in fondo bianco; coreggiaj, un legno dimezzato per traverso; legnajuoli, palma verde con cassetta rossa al tronco; albergatori, stella rossa in bianco.
Mantova nel 1208 aveva le corporazioni de’ giudici, notaj, fabbricatori di pannilani, calzolaj e conciatori, beccaj, ferraj, rioberj, pellicciaj, speziali, tessitori di lana, sartori, pescatori, merciaj, barbieri, venditori di panni a ritaglio, tintori di lana, fabbricatori di pignolati, tintori e cimatori di pignolati, corregatores, linajuoli; e caduna aveva quattro capi e altrettanti consiglieri; tutti i membri erano notati; restava escluso chi non avesse dieci anni, e i garzoni; ogni socio doveva una tassa annuale, col che e con altri proventi formavasi una cassa per soccorrere gl’infermi e per altre beneficenze; ciascun corpo decideva sulle cose risguardanti il proprio traffico, sino a certe somme. Statuti, lib. IV, rub. 1.
[262]. Non qui solo i monaci adopravano il loro ozio alle manifatture, ma stavano in mano loro, a tacere altrove, quasi tutte quelle d’Inghilterra e di Scozia. Balducci Pegolotti ricorda tutte le magioni de’ Premontresi, dell’ordine di Promuxione ecc., che faceano traffico.
[263]. G. Villani, Storie, XI, 93; Della mercatura de’ Fiorentini, II. 102. I prezzi del Villani sono da ragguagliare oggi al quintuplo.
[264]. Pag. 295. Nella Tariffa milanese del 1216 son notati come capi d’importanza i panni comaschi; e il loro transito è pure indicato in una di Modena del 1306.
[265]. Targioni Tozzetti. Viaggi. Nello statuto di Pescia 1340 è ordinato di piantar mori gelsi e otto pedali di fico ogni coltra di terra. Un bando del 3 aprile 1435 ordina in ciascun podere per lo meno cinque pedali di mori gelsi bianchi; e sotto l’effigie del pesciatino Francesco Buonvicini nel palazzo del Comune in quell’anno gli è dato lode d’aver portato