«È ben vero che la fortezza dell’armata turchesca consiste in trenta ovvero quaranta galere, che sono armate di schiavi cristiani, e tutto il resto è simile e forse peggiore delle galere che si armano qui di contadini, e tutte insieme confessano li medesimi Turchi che non sono così buone come quelle de’ Cristiani. Ed in questo proposito non voglio lasciar di deplorare la semplicità de’ principi cristiani, che potendo levar in gran parte a’ Turchi il nervo delle loro forze marittime, non pare che vi pensino; e questo saria procurando con destro modo di ricuperare tutti gli schiavi cristiani che si possono avere con denari, perchè questi sono li marangoni, li calafati, li compagni, li comiti, li padroni e anco li galeotti che fanno buone le loro galere, li quali con molta facilità si potriano liberare, con grande gloria del Signore Dio e benefizio di quegl’infelici, e sicurtà di tutta la repubblica cristiana».
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.