All’assedio di Famagosta assisteva Girolamo Maggi di Anghiari, valente filologo e giureconsulto, che scrisse molte opere, fra cui la più notevole è il trattato Della fortificazione delle città. Vi espone molte macchine belliche da esso medesimo inventate, e delle quali pare siasi servito a difesa di Famagosta. Caduta questa, restò prigioniero e fu venduto a un capitano di nave che lo menò a Costantinopoli. Ivi nello studio cercò distrazione, e alfine riuscì a fuggire e ricoverarsi in casa dell’ambasciadore cesareo: ma il gran visir lo scoperse, e lo fece strangolare nel 1572.
[355]. Sereno, Comm. della guerra di Cipro, pag. 191. — Pochi giorni dopo la battaglia delle Curzolari fu stampato a Venezia un opuscoletto: «L’ordine delle galere et le insegne loro con li fanò, nomi et cognomi delli magnifici et generosi patroni di esse che si ritrovarono nell’armata della santissima lega al tempo della vittoriosa et miracolosa impresa ottenuta et fatta con lo ajuto divino contro l’orgogliosa et suprema armata turchesca. Fidelmente posto in luce in Venetia presso Giovan Francesco Camotio MDLXXI». Vi sono divisate le cinquantatre galee del corno sinistro; poi le trenta della battaglia reale, ossia del centro, a sinistra, e trentadue a destra; poi cinquantacinque del corno destro; e trentasette di retroguardia o riserva.
[356]. Andrea Provana, detto monsignor di Leiny, vi serviva con tre galee piemontesi: d’una rimasero vive soia dodici persone, e vi fu ferito a morte Francesco di Savoja.
[357]. Sansovino, Venetia città nobilissima et singolare, lib. X. Per la battaglia di Lepanto Francesco Zane fece un epigramma, il cui prima distico è tutto di parole cominciate in T (Thrax trux turca trahit tantos terrore tumultus), il secondo in F, il terzo in P.
Natale Gennari, Della santa triplice alleanza del S. P. Pio V contro Selim II, battaglia di Lepanto e trionfo di M. A. Colonna. Roma 1847.
[358]. Tra i fuggiaschi da Cipro fu Giasone di Nores, che si piantò a Padova, e v’ebbe la cattedra di filosofia morale. Lasciò molte opere più erudite che belle, fra cui una retorica e una poetica. In questa condannava le tragicommedie pastorali; e il Guarini, che credea colpito specialmente il suo Pastor fido, vi rispose acremente. Pietro di Nores suo figlio scrisse pur egli alcune opere, fra cui una vita di Paolo IV, pubblicata solo testè.
[359]. La relazione di Gianfrancesco Morosini, balio a Costantinopoli nel 1585, dice:
«Le forze marittime, con le quali il granturco difende il suo impero, sono tali, che non ci è nel mondo altro principe che ne mantenga maggiori di lui, perchè ha nel suo arsenale un grandissimo numero di galere, e ne può molto facilmente far davantaggio quando vuole, perchè ha abbondanza di legnami, di ferramenti, di maestranze, di pegola, di sevi e d’ogni altra cosa necessaria per questo effetto.
«È vero che al presente non si ritrovano in pronto tutti quelli armezzi che sariano necessarj per armare i corpi delle galere che sono in essere, e molto meno quelle che di nuovo il gransignore ha ordinato che si facciano, ed ha mancanza di cotonine di che fanno le vele, e d’altre cose; ma è così grande la sua possanza, che con prontezza e facilità, quando gliene venga voglia, potrà far provvisione di tutto quello che gli manca, come ha già dato principio a provvedere.
«De’ galeotti, quando il gransignore vuole dal paese uomini e non denari, ne avrà sempre abbondantemente per fare ogni grossa armata, siccome anco avendo tanta gente pagata, come la vostra serenità ha inteso, potrà sempre mettervi sopra quel numero di soldati che vorrà: li quali anco vi sogliono andare molto più volentieri che non vanno per terra, così per la comodità, come anco per la manco spesa.