[23]. Nardi, Storia di Firenze, lib. II. Il pezzo che segue è del Burlamacchi.

[24]. Poesie di Jeronimo Savonarola, illustrate e pubblicate per cura di Audin de Rians; Firenze 1847. Queste mostrano che frà Girolamo poetò e da giovane e maturo, con affetto e forza, ma senza eleganza; e spesso i versi suoi furono raccomodati dall’altro poeta domenicano frà Benedetto Fiorentino, di cui mano son quelle stampate dall’Audin, come si accerta dal codice originale, posseduto dai Borromei milanesi, e che ne contiene assai maggior numero. L’intento dell’autore appare dai versi proemiali:

Onnipotente Iddio,

Tu sai quel che bisogna al mio lavoro

E quale è il mio desio;

Io non ti chiedo scettro nè tesoro

Come quel cieco avaro,

Nè che città o castel per me si strua,

Ma sol, Signor mio caro,

Vulnera cor meum cantate tua.