[13]. — Quanto io fossi per natura inetto a questo ufficio del predicare, ne ha fatto fede l’esperienza. Onde avendo io esercitato per comandamento de’ miei superiori dieci anni questo tale ufficio, ero, non solamente al mio parere, ma di tutti li uditori, reputato inettissimo, come quello che non avevo punto di voce, nè grazia di pronunzia, nè modo del dire, da poter dilettare lo animo degli uditori». De veritate prophetica, cap. V.
[14]. Prediche sopra l’Arca di Noè, l’avvento 1492.
[15]. Sermone fatto a molti sacerdoti in San Marco, il 15 febbrajo 1498.
[16]. Per la IV domenica di quaresima.
[17]. De veritate prophetica, cap. V.
[18]. Ciò leggesi nella Vita del Savonarola, pubblicata dal Manso (Baluzio, Miscell., tom. I, ediz. di Lucca). Il Poliziano, nell’Ep. II del lib. IV descrive a minuto gli estremi momenti di Lorenzo, senza un cenno di ciò, anzi facendolo morire cristianamente. Ne taciono pure i Ricordi storici di Filippo Rinuccini, avversissimo ai Medici.
[19]. Predica XXI.
[20]. Predica XXIII.
[21]. Pronostici intorno ai mali che verrebbero dalla calata de’ Francesi ne corsero molti, e singolarmente quelli di san Francesco di Paola e del beato Vincenzo d’Aquila. Nei processi del Savonarola è mentovata una Madonna Camilla de’ Rucellaj, alla quale mandavasi a chiedere quel che s’avesse a fare, ed essa dava i responsi avuti per rivelazione; ed anche una Bartolomea Gianfigliazzi, «la quale avea sue devozioni e suoi spiriti, secondo diceva».
[22]. Vita del Savonarola, scritta da frà Pacifico Burlamacchi; Lucca 1764, pag. 109. 27. 80 e passim.