Onde l’affettuosa fantasia,
Che l’arte mi fece idolo e monarca,
Conosco or ben quant’era d’error carca,
E quel che a mal suo grado ognor desia.
Gli amorosi pensier già vani e lieti
Che fien or, s’a due morti mi avvicino?
D’una so certo, e l’altra mi minaccia.
Nè pinger nè scolpir fia più che queti
L’anima volta a quello amor divino
Ch’aperse a prender noi in croce le braccia.