[105]. È pur notevole che la prima traduzione dell’Eneide in francese è d’un anonimo del 1483, oggi illeggibile, mentre noi leggiamo i Fatti di Enea, anteriori di due secoli. Lemaire de Belges, che viaggiò in Italia nel 1508 e 9, scrisse la Concorde de deux langages, ove disputa sulla preminenza tra il francese e l’italiano, e concede la superiorità di questo nel tempio d’Amore, ma l’eguaglianza nel tempio di Minerva. Or bene, egli non può opporre a Dante che Jean de Meung, autore del Romanzo della Rosa, e a Boccaccio e Petrarca, Crétin e Meschinot; autori ignoti fino ai più eruditi francesi, mentre noi leggiamo tuttodì que’ nostri.
[106]. Nota al lib. I. c. 9, Politic.
[107]. Fu edito nello Spicilegium del Maj.
[108]. Lettere, nell’edizione de’ Classici, tom. III. c. 218.
[109]. — Di grazia, signor Bernardo, quando vi scrivo da qui innanzi, stracciate le lettere, chè io non ho tempo di scrivere quasi a persona, non che di fare ogni lettera col compasso in mano; e questi furbi libraj stampano ogni scempiezza. Fatelo, se volete ch’io vi scriva alle volte: altramente mi protesto che non vi scriverò mai. Dico questo in collera, perchè adesso ho visto andare in processione alcune mie letteraccie, che me ne sono vergognato fin dentro l’anima».
Te sola amo e te solo amare, Lisetta, desio,
Che sol tra l’altre degna d’amor mi pari.
Giusto guiderdone deh rendimi dunque, Lisetta,
E come te sol amo, pregoti me sol ama.