Item, hanno fatto mangiar carne per forza alli cittadini le vigilie venerdì et sabbato.
Item, come a Millo Vertuccio, non volendo mangiar carne, buttarono nella gola lardo squagliato e bollente, et bisognò medicarlo bene.
Item, come Andrea Apretina ammazzò un vallone, vedendo ferito Pietro Saccomano suo cognato in un braccio, et Francesco Castellano, amico del detto Andrea, ferito nel collo.
Dopo la morte del vallone li soldati ponendosi in rivolta per la terra commisero li seguenti delitti:
A Carlo Fascone tagliarono due dita.
Ferirono in testa, con una spada, Giacomo Peluso.
Ferirono Gallieno de Majo, Angelo Latella, la moglie di Giovanni Camillo Venuto, et Lucio Marsiano, hanno cacciato un occhio a Filippo Recco; hanno ammazzato il cantore prete, perchè non volevano che fosse andato alla chiesa, don Ottavio de Tommasi prete, don Giulio Frisone, don Gallieno Casello, il chierico Giovanni Santociano, et tutto non per altro perchè andavano dicendo buone parole ecc. ecc.
[142]. Di essi cataloghi io diedi notizia nel Milano e suo territorio, vol. II. p. 395; poi ne parlò l’Italia musicale, 1855, n. 31.
[143]. Cibrario, Istituzioni della monarchia di Savoja. p. 247.